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Martedì, 4 Ottobre 2022
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La musica al tempo dei Bronzi, un arrangiamento dai "Papiri di Omero"

Il compositore Nicola Sergio, che si esibisce domani sera alle mura greche, racconta come ha rielaborato l'antica notazione per il progetto di Archigramma

La musica che si ascoltava all’epoca dei Bronzi rivisitata da un compositore che ha lavorato sui papiri di Omero, antichissimi spartiti recuperati grazie ad Archigramma e che domani sera alle 21.30 risuoneranno tra le mura greche di Rhegion, sul lungomare Falcomatà, durante una performance concertistica originale ed evocativa. Il progetto è stato concepito cinque anni fa dall’associazione culturale con Giuseppe Putortì coinvolgendo Nicola Sergio, pianista e autore di Galatro.

L’idea prevede l’esecuzione dei brani in quintetto (piano, contrabbasso, flauto, clarinetto e percussioni) ma in onore dei Bronzi sarà presentata in anteprima una versione duo con Sergio e il flautista coreano Ujin-Ko. Entrambi i musicisti vivono da anni a Parigi: domani si cimenteranno in un viaggio nel tempo sulle tracce di segni musicali del V secolo avanti Cristo, tempo in cui presumibilmente furono realizzati i guerrieri di cui ci festeggia il cinquantenario del ritrovamento nel nostro mare.

I papiri sono stati scoperti e studiati per la prima volta dall’università di Oxford e presentano grandi differenze con la musica di oggi perché le loro melodie, riportate in notazione antica con il sistema modale, non erano composizioni autonome ma servivano per accompagnare la recitazione teatrale. I loro temi sono soprattutto invocazioni alle muse o canti per gli dei.

"Ho dovuto trasformarmi in paleontologo – spiega Nicola Sergio – non è stato un semplice arrangiamento ma un lavoro di composizione perché le melodie non erano complete ed è stato necessario creare nessi tra le varie parti. Ho dovuto cambiare approccio, qui non era possibile l’improvvisazione, come nel jazz. Sono soddisfatto di quella che considero una sfida e un grande stimolo, con l’obiettivo di mantenere le sonorità dei greci e rispettare l’origine antica ma rielaborandola in chiave moderna e in questo ha avuto un ruolo importante il flauto, strumento molto frequente negli spettacoli teatrali dell’antica Grecia. Lavorando a questo progetto ho scoperto legami tra la musica classica e quella orientale, in particolare iraniana e giapponese, e ho immagazzinato moltissime idee e ispirazioni per il futuro".

Dopo la prima per pianoforte e flauto, come si diceva i brani saranno registrati ed eseguiti dalla formazione completa di cinque elementi. Inserito nel programma comunale dell’Estate Reggina nella rassegna concertistica di Archigramma “Ek Rizon”  (in greco "alle radici"), lo spettacolo di domani sera prevede anche due brani di Sergio e due celebri arie di Francesco Cilea (il pianista ha dedicato al maestro il suo disco jazz “Cilea Mon Amour”).

Chiediamo a Nicola Sergio cosa avrebbe fatto lui per le celebrazioni dei Bronzi. "Se potessi creare un prodotto specifico – risponde – io farei un’opera moderna e trasversale riunendo artisti di vario genere come musicisti, attori o scrittori, accomunati da un forte radicamento nel territorio. Immagino concerti o spettacoli e letture, tenuti nelle aree archeologici e nei musei, o anche su navi che ricordino quelle del tempo dei Bronzi. Sarebbe un grande progetto made in Calabria con il filo conduttore dell’appartenenza alla Magna Grecia. Forse è un volo pindarico, ma come tutti gli artisti mi piace sognare".

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