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50esimo Bronzi / Riace

Bronzi, Povia: "A Riace sarà festa di musica, tradizione e gioia"

Parla il cantautore protagonista dell'evento del 16 agosto, e ha anche un'originale proposta per promuovere i guerrieri

"Conosco la storia dei Bronzi e li ho visti da ragazzo, in gita scolastica. Tra l’altro sono stati ritrovati nell’anno in cui sono nato io e dopo essere stati oltre 2500 anni sott’acqua". Giuseppe Povia, contattato attraverso il suo ufficio stampa, è felice di essere protagonista a Riace dello spettacolo più importante del cinquantenario, il prossimo 16 agosto, e sull’argomento ha anche qualche suggerimento di promozione culturale: "È mia personalissima opinione dire che sarebbe bello che milioni di persone venissero in Calabria a vedere i Bronzi, ma anche che, per le occasioni di esposizioni culturali mondiali, potessero essere spostati per brevi periodi anche in altri posti come quando Pertini li fece esporre al Quirinale. Il tutto riconoscendo alla Regione Calabria una percentuale economica sui milioni di biglietti venduti". 

Insomma, il cantautore vedrebbe bene gli antichissimi e fragili guerrieri impegnati in tour estemporanei in giro per l’Italia e magari anche all’estero, dividendo i proventi della loro fama tra la Calabria e gli eventuali ospiti che li accogliessero. Ma poiché quest'idea delle trasferte spunta ciclicamente anche tra intellettuali e politici calabresi, che lo pensi anche Povia da osservatore esterno è senz'altro il male minore.

Inserito suo malgrado tra gli ambasciatori culturali dei Bronzi, Povia non dice molto della loro storia (e infatti sul palco proporrà il suo intero repertorio musicale accompagnato dalla band senza alcun intervento originale), e commenta soltanto: "Penso che questo anniversario sia importantissimo per la Calabria la quale, secondo molti storici, ha dato il nome all’Italia, sempre grazie ai greci che sono il popolo più intelligente che è apparso sulla terra".

Parole piene di solennità e disarmanti, a cui è difficile replicare (potremmo mai dire qualcosa di meno sui nostri avi fondatori della Magna Grecia o non essere fieri di essere stati i primi a nominare il paese per un illustre merito storico poi dimenticato da tutti?).

L’artista non scende in dettagli sulla genesi del suo coinvolgimento del cinquantenario, ma sembra di capire che è stata una sorta di autoproposta da parte degli organizzatori del suo tour: "Ringrazio le persone che hanno in gestione i miei live e che mi hanno proposto a Riace ottenendo risposta positiva".

Dunque uno degli spettacoli di punta delle celebrazioni, sul luogo del ritrovamento dei Bronzi, non sarebbe stato programmato, ma frutto dello scouting ordinario di date del suo DivertimenTour22 (che in Calabria, tra l’altro, ha in calendario una tappa a breve distanza, il 14 agosto a Mormanno, in provincia di Cosenza, non esattamente il massimo per un evento che dovrebbe essere speciale).

Non si sa se prenderla in fondo come una buona notizia, vista la totale assenza di un legame tra la musica di Povia e la cultura classica: il fatto che si sia trattato di un’occasione arrivata da fuori e “colta” al volo giustificherebbe l’incongruenza tacitando pure, in un comune sostenuto da una maggioranza leghista, l’inevitabile associazione con simpatie politiche attorno al già vincitore di Sanremo. Infatti il nome di Povia a Riace ha suscitato reazioni di dissenso per le sue idee sull’immigrazione espresse in varie occasioni con toni estremi. Il cantautore, convintissimo oppositore degli sbarchi, non dice nulla sulla circostanza che si esibirà proprio nella città che Mimmo Lucano fece diventare modello di accoglienza, e taglia corto: "Al di là delle stupidate che hanno detto e dicono su di me da anni giornali, wikipedia e profili fake fatti a mio nome, il concerto di Riace sarà come sempre una grande festa di musica, aggregazione, tradizione, gioia e rispetto per chi mi ospita. Sono un cantautore sociale, ho le mie idee, rispetto quelle degli altri e mi piacerebbe che gli altri facessero lo stesso". 

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