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Lunedì, 5 Dicembre 2022
Il caso

Bronzi di Riace e statue di San Casciano, il paragone non regge

Ha destato scalpore la dichiarazione di un dg del Ministero sulla scoperta archeologica toscana, tanto da spingere Occhiuto a rivendicare il "primato assoluto" dei Bronzi

Ha aspettato un giorno ma poi Roberto Occhiuto non ha potuto fare a meno di ristabilire l'equilibrio sul paragone tra le statue bronzee rinvenute a San Casciano dei Bagni e i Bronzi di Riace. Intervenendo ad Agorà su Raitre, Occhiuto ha precisato: "Grande scoperta in Toscana e ne sono felicissimo. Dopo, però, quella dei Bronzi di Riace, che rappresentano un primato assoluto e dovrebbero essere un attrattore culturale non soltanto per la mia regione, ma per tutto il Paese. È un peccato che a distanza di 50 anni non lo siano ancora diventati". 

Insomma, il governatore la tocca piano ma neanche tanto. Perché al di là di un presunto implicito surclassamento dei Guerrieri da parte delle statue romane ed etrusche appena riemerse da uno scavo archeologico, qui non si tratta di piazzare una coccarda su un'opera d'arte ma, detto senza giri di parole, è questione di soldi. Quelli che il Ministero della Cultura ha fatto capire di voler investire sui reperti di San Casciano

L'impossibile paragone del dg dei musei Osanna

Nella giornata di ieri è stata data notizia del ritrovamento (avvenuto a maggio) di 24 statue in bronzo in condizioni di perfetta integrità e risalenti all'epoca romana ed etrusca tra il I e il II secolo avanti Cristo. Una scoperta di indubbio valore che apre a ricostruzioni storiche affascinanti: secondo gli esperti che li hanno visionati, i manufatti, che raffigurano divinità, sarebbero appartenuti a famiglie nobili e addirittura a qualche imperatore. Alle pronte congratulazioni del ministro Gennaro Sangiuliano e l'impegno di valorizzare le statue e il sito, ha fatto eco un commento apparso subito stonato. Il direttore generale dei musei Massimo Osanna ha infatti dichiarato che "è la scoperta più importante dai Bronzi di Riace". A libera interpretazione c'è chi ha capito che il dg si riferisse al post Bronzi, mantenendo quindi intatta la loro supremazia, e chi invece vi ha trovato una comparazione tra i due rinvenimenti. Che comunque non regge, diciamolo subito. Per tanti motivi piuttosto ovvi, dalla datazione, alle dimensioni (le più grandi tra le statue scoperte a San Casciano misurano meno di un metro) e alla circostanza eccezionale del ritrovamento di due opere così imponenti negli abissi del mare. 

Dal Comune di San Casciano dei Bagni si continua però su questa linea definendo il ritrovamento "uno dei più significativi di tutto il Mediterraneo" e aggiungendo: "Cinquant'anni dopo la scoperta nel 1972 dei celebri bronzi di Riace si riscrive a San Casciano dei Bagni la storia dell’antica toreutica di età etrusca e romana". Un inciso che c'entrava poco data la diversità di epoca e stili tra quei bronzi e quelli di Riace. Se volessimo essere un po' maliziosi, potremmo pensare che è stato un modo per far guadagnare alla scoperta toscana una pubblicità di riflesso dal cinquantesimo anniversario dei Guerrieri. 

Il riferimento di Osanna ai Bronzi non è passato inosservato in Calabria, suscitando reazioni di malumore, ma oltre ogni lesa maestà campanilistica, ben più rilevante è quello che si può leggere tra le righe ed ha giustamente notato, con savoir faire ma in modo inequivocabile, Roberto Occhiuto. Ovvero che per l'anniversario dei Bronzi nessun investimento finanziario è arrivato direttamente dal Ministero, mentre adesso è chiara la volontà di valorizzare i reperti toscani, entusiasticamente "pompati" per mettere le mani avanti su futuri progetti (è lo stesso Comune senese a farlo capire, osservando che "si dovranno trovare nuove risorse e adeguate soluzioni tecniche, attraverso un grande intervento complessivo che permetta la prosecuzione dello scavo e al tempo stesso la tutela, la conoscenza e la valorizzazione del sito"). E si parla già della realizzazione di un parco-museo nel santuario antico dal cui restauro sono venute alla luce le 24 statue bronzee. Insomma, cambiano i governi ma la musica resta uguale. 

Sulla scoperta di San Casciano durante la trasmissione Tagadà di La7 è intervenuto il sottosegretario Vittorio Sgarbi che però ha individuato un'altra statua bronzea, l'Offerente rinvenuto qualche anno fa a San Gimignano, come testimonianza precedentemente riemersa dall'età romana ed etrusca, ponendola tra i Bronzi di Riace e il gruppo di statue di San Casciano dei Bagni. In un certo senso Sgarbi ha mitigato la portata di questo ritrovamento, certamente rispetto ai Bronzi ma anche per la già avvenuta scoperta dell'Offerente, sebbene sia rilevante il numero delle opere bronzee ritrovate nel territorio senese. 

La scoperta archeologica di San Casciano e quel riferimento ai nostri Guerrieri sembra inserirsi in una lunga storia di scontri tra Calabria e Toscana attorno ai Bronzi, dall'antica rivendicazione di Firenze ad esporli in virtù del primo restauro, alla recente polemica per l'evento celebrativo del cinquantesimo anniversario con l'immersione di due copie nel mare della Versilia. Adesso hanno anche loro una serie di antichissimi bronzi e forse quelli di Riace li lasceranno in pace. 

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