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L'anniversario

Suor Maria Grazia Gallingani: una storia di amore e di servizio

Tante le iniziative per ricordare l'opera missionaria dell'Unitas Catholica a favore dei più deboli e dei minori a Reggio Calabria

"Era il 2 febbraio 1953 quando incontrai per la prima volta monsignor Giovanni Ferro. Quel mattino mi disse: "ti ho chiamato per conoscere, benedire, incoraggiare la vostra opera: al Rione Versace c'è tanto bisogno, spiritualmente vi sarò sempre vicino: materialmente non potrò mai aiutarvi, ma la Divina Provvidenza non vi mancherà mai". Così è stato e così continua ad essere. Il venerato arcivescovo fece costruire una piccola chiesa e accanto è cresciuta l'Unitas Catholica, piccolo albero che, sebbene piantato in zona tanto arida, per un miracolo della Divina Provvidenza nel tempo è divenuto sempre più florido, più robusto.

Accanto al piccolo colle di Fondo Versace, noto in città per gli eventi bellici, è sorta nel 1955 la prima piccola casa e, successivamente, numerosi altri prefabbricati gradualmente sostituiti poi da costruzioni a più piani, provvisti delle necessarie strutture di convivenza e di formazione per minori ospitanti", è quanto racconta suor Maria Maria Grazia Gallingani,  storica fondatrice e presidente della Fondazione Unitas Catholica nel libro edito proprio dalla Fondazione per il cinquantesimo anniversario dell'istituzione. 

Era il 2003 e ancora la piccola suora, dal volto rugoso e dalla voce fresca, era molto attiva e continuava instancabilmente ad operare in favore dei minori in stato di disagio socio-ambientale nella città di Reggio Calabria.

Adesso a settant'anni da quel 1953 la sua fondatrice non c'è più, scomparsa il 21 maggio 2016 ma sempre presente nel ricordo di chi l'ha conosciuta, affiancata e sostenuta. 

Proprio per questo, l'Unitas Catholica e il comitato spontaneo, in collaborazione con il Comune e l’Arcidiocesi di Reggio Calabria - Bova, per celebrarla ha allestito un ricco programma di eventi, tra cui spicca la mostra dedicata dalla religiosa che, fino al prossimo 31 maggio, sarà visitabile presso la Galleria di Palazzo San Giorgio.

Questa mattina nella la parrocchia Santo Stefano al Rione Versace proprio nell'anniversario della morte, è stata ricordata con una messa. 

Sessantatré anni passati a tirar su bambini e a cercare di lenire il disagio al Rione Versace, sembravano non avessero scalfito questa piccola suora giunta dall'Emilia ma che aveva il forte rammarico perché ancora la condizione culturale e ambientale di questa terra del Sud è causa di esclusioni sociali. 

Maria Grazia Gallingani ha lavorato, in stretta sinergia anche con le istituzioni civili e religiose, per portare avanti la Fondazione e i "suoi bambini". Per questo negli anni l'istituto ha saputo cambiare ed evolversi, come prevedeva l'ordinamento nazionale, e ottenere l'autorizzazione al funzionamento della Regione per due strutture "Casa Madonna delle Grazie" e "Regina Unitatis", la prima per minori tra 6 e gli 11 anni e la seconda per minori da 12 ai 18 anni, con l'obiettivo di fare sembrare la struttura più una grande casa che non un istituto. 

Ha sempre guardato al futuro suor Maria Grazia, restando però, un punto di riferimento per i giovani accolti e per questo diceva con orgoglio: "Ci sono ragazze che sono cresciute in istituto, alcune si stanno per lavorare e anche se non sono più minorenni, continuano a vivere con noi perché permangono le stesse situazioni di disagio che erano state, a suo tempo, motivo della loro istituzionalizzazione". 

I riconoscimenti

Tanti riconoscimenti ha ricevuto la piccola grande suora, nel 1967 il Comune di Reggio Calabria le assegna il premio "San Giorgio" per l'educazione dei bambini del Fondo Versace; nell'aprile del 1976 sono i rappresentanti dall'Amministrazione giudiziaria reggina che decretano all'Unitas Catholica il "premio nazionale medaglia d'oro intitolato al gesuita P. Salvatore Tufano" con la motivazione di "aver assistitilo i familiari dei detenuti e liberati dal carcere più bisognosi prestando aiuto materiale, svolto giornalmente con immenso sacrificio. Inoltre ha ricoverato nell'istituto i figli dei detenuti, provvedendo alla loro educazione ed al loro mantenimento con grande abnegazione e amorevoli cure". Ancora riceve il Premio della Bonta, nel 1980, assegnato dalla Settembrata calabrese e nel settembre 1991, riceve il Premio Solidarietà, organizzato dall'associazione Nuova Solidarietà; nel 1994 il premio Civiltà del mare, di Bagnara Calabra; e nel 1995 l'Ammi, associazione moglie dei medici italiani consegna la Mimosa d'argento a suor Gallingani. C'è ancora il Bergamotto d'oro del Lions Club di Reggio Calabria nel 1998.

La Madre Teresa di Reggio Calabria

Ma sicuramente il "premio" più gradito da suor Maria Grazia Gallingani saranno state le tante testimonianze di affetto e amore ricevute dalle ragazze che ha aiutato a crescere. Nel bellissimo volume che racchiude un po' la storia dei cinquanta anni della Fondazione, curato da Claudio La Camera con il coordinamento editoriale di Maria Ficara, ci sono immagini e testi che racchiudono le storie di tante ragazze. Giovani donne accompagnante all'altare il giorno del matrimonio da suor Maria Grazia Gallingani. Tra le tante c'è anche quella di una giovane, all'epoca, laureanda in Architettura che afferma. "Mi sono chiesta perché nella mia vita ho incontrato suor Maria Grazia; nel tempo ho trovato la risposta: nei momenti bui della nostra vita il signore ci mette acconto degli Angeli per guidarci; nella mia ha messo Suor Gallingani... per me è la Madre Teresa di Reggio Calabria".

Celebrare questa suora, ricordare il suo operato è dunque importante anche per capire i passi fatti in questa città. Così nel programma delle iniziative c'è da segnalare domenica 28 maggio l’omaggio del musicista Canale alle 18 alla Galleria di Palazzo San Giorgio, mentre mercoledì 31 alle 20, presso la Parrocchia Santo Stefano di Rione Versace sarà celebrata una Messa a cui seguirà una fiaccolata, per chiudere il mese mariano.

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