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Domenica, 3 Luglio 2022
La strage silenziosa

"In Calabria tremila cani avvelenati in tre mesi": maglia nera per il Reggino

La denuncia dell'Associazione italiana difesa animali ed ambiente: "Il fenomeno degli avvelenamenti è di proporzioni nazionali e risulta piu attivo al sud in quanto qui si concentra la maggior parte dei cani randagi presenti sul territorio"

La Calabria è ancora tra le regioni maglia nera per quanto riguarda i cani avvelenati. Nei primi cento giorni di quest'anno sono poco meno di tremila i casi di avvelenamento rispetto ai settemila complessivi dello scorso anno (quando ci fu un impennata verso la fine dell'estate a seguito della morte della giovane morsicata dai cani lasciati incustoditi dal pastore nella pineta di Satriano)di questi solamente duecento sono i cani di proprietà.

E' la fotografia scattata dall'Associazione italiana difesa animali ed ambiente che in una nota sottolinea che "non è dato di conoscere il numero dei cani randagi morti anche se possiamo ipotizzare che siamo attorno ad una percentuale del 30-40% sul totale dei cani avvelenati. E' una vera strage silenziosa di cui stranamente le grandi organizzazioni sono molto tiepide nel denunciare la necessità di leggi severe e di messa al bando di alcuni prodotti che vengono utilizzati per questo sterminio di massa dei cani randagi".

I dati nelle province

"Diciamo subito - continua l'Aidaa - che il fenomeno degli avvelenamenti è di proporzioni nazionali e risulta piu attivo al sud in quanto qui si concentra la maggior parte dei cani randagi presenti sul territorio nazionale, in particolare da quanto ci è dato sapere il fenomeno ha proporzioni maggiori nelle provincie di Cosenza e Reggio Calabria, mentre lo scorso anno era concentrato nella provincia di Catanzaro appunto a seguito della tragedia di Satriano".

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