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La protesta

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Dopo il mancato rinnovo del contratto incrociano le braccia i lavoratori della grande distribuzione organizzata e la Uiltucs ha organizzato un sit-in sul corso Garibaldi

Cinque lunghi anni hanno atteso il rinnovo del contratto i lavoratori della distribuzione moderna organizzata. L'ultimo contratto nazionale è scaduto infatti nel 2019 e adesso i lavoratori speravano in un nuovo accordo. Ma è tutto saltato e dopo lunghe e difficili trattative sindacali con Federdistribuzione, non si è trovato l'accordo. Così in questo sabato che precede la Pasqua Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno proclamato otto ore di sciopero, in tutta Italia, stabilendo anche la mancata disponibilità al lavoro per il 31 e il primo aprile. 

Nessun corteo ma presìdi, flash mob e attività di sensibilizzazione. Sul corso Garibaldi a Reggio Calabria, eccoli i lavoratori con le bandiere sventolanti della Uil e vogliono far sapere quanto sta accadendo e le loro difficili condizioni di lavoro. 

"Sono trascorsi oltre quattro anni dalla scadenza del primo (e ultimo) contratto collettivo nazionale sottoscritto - spiega Sabrina De Stefano, segretaria provinciale della Uiltucs Reggio Calabria -  e la ritrosia patologica di Federdistribuzione a dare il giusto riconoscimento in termini economici ai dipendenti delle aziende sue associate non accenna ad attenuarsi".

La scelta dello sciopero è arrivata dopo "una lunga e snervante trattativa", spiega la sindacalista che aggiunge: "Abbiamo iniziato l'incontro con Federdistribuzione alle due e mezzo del pomeriggio e siamo andati avanti ininterrottamente sino alla mattina del giorno successivo alle 8, ma è saltato tutto. Federdistribuzione ha avanzato pretese irrealistiche e finalizzate unicamente a far naufragare una già complessa negoziazione". 

"Lo schema negoziale di Federdistribuzione, ancora una volta, è di mortificare il rinnovo del contratto nazionale in una logica di scambio tra aumento salariale e un peggioramento delle condizioni di lavoro. Non possiamo accettare e per questo siamo in sciopero", afferma con forza De Stefano. 

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"Adesso, dopo la sottoscrizione di buoni accordi di rinnovo con Confcommercio, Confesercenti, e le aziende della distribuzione cooperativa, Federdistribuzione si trova costretta ad erogare unilaterarmente 70 euro di aumento salariale  - dice De Stefano - a differenza dei 240 condivisi agi altri tavoli di confronto. Noi andremo avanti con le azioni di lotta, il lavoro di difende!".

Le ragioni dello sciopero

Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs che hanno indetto lo sciopero nazionale di oggi 30 marzo sono contro: “l’introduzione di una flessibilità incontrollata e generalizzata con contratti a termine di durata indeterminata (oltre i 24 mesi!);  lo smembramento del sistema di classificazione del personale con l’attribuzione dell’addetto alle operazioni ausiliarie alla vendita a mansioni inferiori quali il pulimento di aree di vendita e servizi (come illegittimamente fanno alcune aziende associate a Federdistribuzione); l’azzeramento di ogni dignità professionale con il sotto inquadramento di chi ha la responsabilità di interi format commerciali complessi; la creazione di una nuova mansione adibita alla movimentazione delle merci trascinandola verso il quinto livello e svuotando l’attuale previsione al quarto livello, al solo fine di far risparmiare le imprese sulla pelle dei lavoratori”.

Secondo le organizzazioni sindacali, non sarebbe stata data nessuna disponibilità alle richieste di trattare le tematiche legate a franchising, appalti e terziarizzazioni. 

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