Venerdì, 19 Luglio 2024
La tragedia in mare / Locri

Naufragio migranti, recuperati altri corpi mentre in ospedale Nalina piange e chiede dei genitori

La bambina irachena di dieci anni è ricoverata a Locri. Il primario Musolino dice: "Ringrazia a gesti il personale"

Si continuano a cercare i corpi dei migranti morti nella zona del naufragio nel mar Jonio di una barca a vela che era partita 8 giorni prima dalla Turchia. Ai sei corpi già recuperati dalla Guardia costiera, a quanto si apprende, adesso si aggiungono altre 6 salme recuperate in mare.

La scorsa notte infatti sono giunte al porto di Roccella Jonica, grazie all'intervento delle motovedette della Guardia costiera, e sono state trasferite all'ospedale di Locri, dove questa mattina si svolgerà l'attività ispettiva del medico legale. Si tratta di 4 uomini e 2 donne.

Al momento del naufragio sarebbero stati una sessantina, tra cui anche molti bambini, i dispersi secondo i testimoni. E mentre si continua a cercare nelle acque del mare, intanto a Locri c'è una piccola sopravvissuta che chiede dei sui genitori e della sorellina. 

Piange e si lamenta per i dolori alle braccia, ma non risparmia gesti inequivocabili di ringraziamento - da quanto si apprende dall'Ansa - a chi si sta prodigando per lei, medici e infermieri, abbracciando le loro mani e baciandole.

Nalina è la più piccola - solo dieci anni - dei superstiti dell'ennesima tragedia in mare. Lei, insieme ad altri 10 migranti iracheni e iraniani, si è salvata per essere riuscita ad aggrapparsi alla barca semi sommersa, fino a quando è stata recuperata dall'equipaggio di un mercantile e affidata alla Guardia costiera che ha portato tutti in salvo nel porto di Roccella Ionica.

Del gruppo faceva parte anche una donna che però non ce l'ha fatta ed è morta durante il viaggio verso lo scalo calabrese. Adesso Nalina è sdraiata su un letto dell'ospedale di Locri dove il personale si prende cura di lei, non solo dal punto di vista fisico - le sue condizioni sono notevolmente migliorate - ma anche morale, manifestandole tutto l'affetto che è possibile in momenti come questi.

"La bambina non fa altro, anche se a gesti visto che parla solo iracheno, che ringraziarci per quello che finora abbiamo fatto per lei. Quello, però, che più ci rattrista e ci fa sentire impotenti è che chiede in continuazione notizie dei suoi familiari e perché ancora i genitori non sono venuti a trovarla e incontrarla", raccontano il primario del reparto di Pediatria dell'ospedale di Locri Antonio Musolino e il dirigente medico dello stesso reparto Rosanna Lia.

 "Per noi - spiegano - è davvero difficile affrontare una situazione del genere. È chiaro, comunque, che appena Nalina starà ancora meglio, chi di competenza, non certo noi medici, dovrà cominciare ad affrontare con lei il discorso legato ai suoi familiari".

La piccola irachena, infatti, ancora non sa che i componenti della sua famiglia sono nell'elenco dei dispersi in mare e che, salvo miracoli, difficilmente li potrà rivedere vivi. Le ricerche vanno avanti ininterrottamente da ieri, da quando è scattato l'allarme, ma come evidenziano i soccorritori, le possibilità di sopravvivere in acqua, in mare aperto, soprattutto senza strumenti di salvataggio, sono ridotte al lumicino.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Naufragio migranti, recuperati altri corpi mentre in ospedale Nalina piange e chiede dei genitori
ReggioToday è in caricamento