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Il report

La Calabria prima regione per amministratori sotto tiro: Reggio al terzo posto

Secondo i dati del rapporto realizzato da Avviso Pubblico, la rete antimafia di Enti locali e Regioni

Una intimidazione ogni 28 ore. Sindaci, assessori, consiglieri comunali presi di mira, minacciati: auto bruciate, portoni di casa e di studio incendiati, o mezzi utilizzati per la raccolta rifiuti o strutture municipali danneggiati. Un dato chiaro che emerge dal rapporto "Amministratori sotto tiro", realizzato da Avviso Pubblico, la rete antimafia di Enti locali e Regioni, e presentato a Roma nella nuova sede della Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi).

Per la prima volta, dal 2016, è la Calabria la regione più colpita. Sono 51 i casi censiti da Avviso Pubblico sul territorio calabrese (+21% rispetto al 2022), unica delle quattro regioni in cui sono nate le cosiddette "mafie storiche" che fa registrare un aumento dei casi censiti.

Dopo il picco registrato nel 2018 (574 intimidazioni), si giunge cinque anni dopo a un dato pressoché dimezzato (- 45%), il più basso dal 2011, spiegano dall'associazione. Rispetto al 2022 la ripartizione dei casi per macroaree geografiche vede però un aumento delle intimidazioni al Centro - Nord (39% del totale nazionale), in particolare nelle regioni del Centro (da 30 a 39 casi) e del Nord - Est (da 35 a 43).

Per la prima volta dal 2016, è la Calabria la più colpita da atti intimidatori.

Sono 51 - è scritto nel report - i casi censiti da Avviso Pubblico sul territorio calabrese (+21% rispetto al 2022), unica delle quattro regioni in cui sono nate le cosiddette mafie storiche che fa registrare un aumento dei casi censiti. Seguono infatti la Campania (39 casi, - 20%), la Sicilia (35 casi, -30%) e la Puglia (32 casi, -33%) che insieme raccolgono il 50% degli atti intimidazione censiti nel 2023 sul territorio nazionale.

In Calabria 

Il 60% dei casi censiti nel 2023 si sono consumati nella provincia di Cosenza, che è anche il territorio calabrese più colpito dal 2010, con 252 casi (secondo posto a livello nazionale dopo Napoli). Le altre province della regione si collocano come segue: Reggio Calabria (229 casi in 14 anni, terzo posto a livello nazionale), Catanzaro (113 casi, 13/mo), Vibo Valentia (111 casi, 14/mo), Crotone (96 casi, 19/mo posto). Sono invece 15 Comuni cosentini colpiti dal fenomeno nel 2023, il 10% del totale presenti nella provincia.

Il coordinatore regionale

"Ogni anno la pubblicazione del report voluto da Avviso Pubblico - afferma il coordinatore regionale Giuseppe Politanò, vicesindaco di Polistena - misura lo stato di pericolo in cui si trovano gli amministratori in Italia e dallo scorso anno anche in Europa.

Oltre al dato quantitativo, continua a essere uno strumento necessario che sottolinea la presenza violenta delle mafie che condizionano le attività delle amministrazioni pubbliche e le numerose altre forme di intimidazione che, anche dopo la pandemia, stanno segnando una nuova dimensione e percezione degli amministratori locali da parte dei cittadini.

Dopo diversi anni, purtroppo,  - conclude Politanò - la Calabria torna a essere la prima regione italiana per numero di atti intimidatori e presenta numeri di intimidazioni superiori rispetto all'anno precedente".


   

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