Venerdì, 19 Luglio 2024
L'approfondimento

Per la 'ndrangheta l'Africa è diventata la nuova frontiera del narcotraffico

Per la Dia sono la Costa d’Avorio, la Guinea-Bissau e il Ghana gli snodi logistici per il traffico di stupefacenti

L'Africa è diventata la nuova frontiera del narcotraffico gestito dalle cosche di 'ndrangheta. La certificazione arriva dalla relazione semestrale della Direzione investigativa antimafia che, in queste ore, ha reso pubblico il lavoro di approfondimento relativo al secondo semestre del 2022. 

"Negli ultimi anni - si legge nella relazione - anche alcune aree dell’Africa occidentale e, in particolare, la Costa d’Avorio, la Guinea-Bissau e il Ghana, sono divenute per le cosche di ‘ndrangheta uno snodo logistico sempre più strategico per i traffici di stupefacenti".

Quello degli stupefacenti, per gli investigatori della Dia, diretti dal generale Michele Carbone, permane il settore criminale di primaria importanza per la ‘ndrangheta. Nell’ambito del narcotraffico globale le ‘ndrine calabresi occupano ormai da tempo un riconosciuto ruolo di universale livello poiché affidabili sul piano criminale, solvibili su quello finanziario e capaci di gestire una complessa e affidabile catena logistica per il trasporto transoceanico, dai Paesi sudamericani verso l’Europa, dei carichi di droga.

Mantenendo inalterata la sua struttura criminale, fatta di mandamenti e locali, la 'ndrangheta calabrese - così come le altre organizzazioni criminali - è riuscita ad accrescere il suo strapotere economico e reinvestirlo ammorbando l'economia. 

"Oggi, le mafie - si legge nella relazione - preferiscono rivolgere le proprie attenzioni ad ambiti affaristico-imprenditoriali, approfittando della disponibilità di ingenti capitali accumulati con le tradizionali attività illecite. Si tratta di “modi operandi” dove si cerca sia di rafforzare i vincoli associativi mediante il perseguimento del profitto e la ricerca del consenso approfittando della forte sofferenza economica che caratterizza alcune aree, sia di stare al passo con le più avanzate strategie di investimento, riuscendo a cogliere anche le opportunità offerte dai fondi pubblici nazionali e comunitari". Recovery Fund e Piano nazionale di ripresa e resilienza in primis.

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