Sabato, 20 Luglio 2024
Il report

"Rimandati" di Libera: in Calabria metà dei Comuni non pubblicano elenco sui beni confiscati

I dati sono stati illustrati nel corso del festival Trame13. Il primato negativo spetta ai comuni della provincia di Vibo Valentia, il Reggino 33 comuni sui 67 destinatari di beni confiscati

Il terzo report nazionale sullo stato della trasparenza dei beni confiscati nelle amministrazioni locali, realizzato da Libera, in collaborazione con il Gruppo Abele e il dipartimento di culture, politica e società dell’Università di Torino e con il prezioso contributo di Istat, è stato presentato nel corso del festival Trame13 in conferenza stampa “RimanDati”.

"In Calabria – denuncia il report - sono 133 i comuni destinatari di beni immobili confiscati (in totale sono 1870 i beni destinati), di questi 67 quelli che non pubblicano l’elenco sul loro sito internet, così come previsto dalla legge, pari al 50% del totale, mentre sono 66 quelli che pubblicano le informazioni sui patrimoni confiscati loro destinati.

Il primato negativo spetta ai comuni della provincia di Vibo Valentia dove su 20 comuni destinatari di beni confiscati, ben 13 non pubblicano l'elenco; non meglio la fotografia per i comuni della provincia di Crotone dove su 11 comuni sono 6 quelli che non pubblicano l’elenco, segue la provincia di Cosenza con 7 comuni sui 19 complessivi e la provincia di Reggio Calabria con 33 comuni sui 67 destinatari di beni confiscati. Per quelli della provincia di Catanzaro, su 16 comuni, la metà è inadempiente".

Il report delle regioni tra promosse e rimandate

In generale, il primato negativo in termini di trasparenza assoluti spetta ai comuni del Sud Italia (comprese le isole) con ben 248 comuni che non pubblicano l’elenco. Segue il Nord Italia con 87 comuni e il Centro con 51.  A livello di singole Regioni, tra le più “virtuose” - quelle cioè che raggiungono o superano il 70% dei comuni che pubblicano l’elenco – ci sono la Liguria (87,5%), l’Emilia Romagna (84,4%), la Puglia (79,8%) e il Piemonte (78,2%).

"Tra i rimandati - si legge ancora - con una percentuale al di sotto del 50%, la Basilicata, la Calabria, il Lazio e il Molise. Nello specifico, vale la pena rilevare come anche le 4 regioni ferme a 0 comuni adempienti nel 2022 (Basilicata, Molise, Trentino e Valle d’Aosta), nel 2023 abbiano fatto registrare un balzo in avanti.

Complessivamente i dati migliorano in tutte le regioni, con punte significative, considerato il peso regionale, per Campania, Piemonte e Liguria. Risale lentamente la Calabria che passa dal 18,8% al 49,8%. Lo stesso vale per la Sicilia, dove, a fronte del 29,9% del 2022, nel 2023 è arrivata al 56,5%. È bene in ogni caso ricordare che tali considerazioni vanno lette con la massima cautela, dato il numero significativo degli immobili confiscati che gli enti locali in queste regioni sono chiamate a gestire.

Sono tre le province assegnatarie di beni confiscati che non pubblicano l'elenco: Crotone, Matera e Messina, mentre Calabria e Lazio, tra le regioni monitorate, sono le uniche a non pubblicare nulla".

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