I dati

Donazione di organi e tessuti, la Calabria è ancora fanalino di coda

E' quanto emerge dall'Indice del Dono, il rapporto realizzato dal Centro nazionale trapianti. Tra le province calabresi, Reggio Calabria è 103esima. Sul podio dei piccoli comuni, due realtà del territorio metropolitano

La Calabria mantiene anche quest'anno la posizione di fanalino di coda tra le regioni italiane per la donazione di organi. E' quanto emerge dall'ultima edizione dell'Indice del Dono, il rapporto realizzato dal Centro nazionale trapianti che analizza i numeri delle dichiarazioni di volontà alla donazione di organi e tessuti registrate nel 2022 all'atto dell'emissione della carta d'identità elettronica nelle anagrafi dei 7.028 Comuni italiani in cui il servizio è attivo.

L'Indice è stato pubblicato in vista della 26ma Giornata nazionale della donazione degli organi che si celebra domenica prossima 16 aprile: i valori sono espressi in centesimi e tengono conto di alcuni indicatori come la percentuale dei consensi, quella delle astensioni e il numero dei documenti emessi. Come nell’anno precedente, è ancora Trento in cima alla classifica della generosità tra le 44 città italiane con più di 100 mila abitanti. 

I dati nella regione

In Calabria, Cellara, in provincia di Cosenza, è il comune più generoso della regione ed è al settimo posto assoluto tra tutti i piccoli comuni italiani. Il resto del podio regionale appartiene a due comuni della provincia di Reggio Calabria: Fiumara si piazza al secondo posto e Scilla al terzo. 

Tra le cinque province calabresi, Vibo Valentia risulta la migliore nel complesso, 89esima su 107 a livello nazionale, mentre Catanzaro è 90ma, Cosenza 96ma, Reggio Calabria 103ma e Crotone 106ma. La Calabria, dunque, è risultata 21esima e ultima tra le regioni e province autonome italiane, come nel 2021, con un indice del dono di 50,58/100 (consensi alla donazione: 59,7%).

L'indice del Dono 2023

I dati nazionali: nel 2022 quasi 2 milioni di nuovi donatori ma ancora troppi i no 

"Complessivamente nel 2022 - si legge sul sito del ministero della salute, Centro nazionale trapianti - sono stati registrati 2,8 milioni di nuove dichiarazioni di volontà alla donazione: 1,9 milioni di sì (68,2%) ma anche quasi 900mila no (31,8%), con un leggero peggioramento rispetto al 2021 quando i consensi si erano attestati al 68,9%. A esprimersi è stato il 55,5% dei cittadini che si sono recati all’anagrafe per richiedere la carta d’identità. Nel dettaglio, le percentuali di consenso maggiori sono state registrate tra le donne (71,3%, contro il 66,2% di sì espresso tra gli uomini) e tra i 35-40enni (72,6%), mentre l’opposizione alla donazione è leggermente più altra fra i giovanissimi (nel 2022 il 30,2% dei 18-25enni ha registrato un no) per poi crescere esponenzialmente oltre i 70 anni (42,4% di no tra i 70-80enni, 56,5% tra gli over 80) nell’errata convinzione che la donazione degli organi in età avanzata non sia possibile. Ad oggi complessivamente il Sistema informativo trapianti ospita 15,5 milioni di dichiarazioni registrate: 11,1 milioni di sì e 4,4 milioni di no". 

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