Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Rissa tra giovanissimi a Campo Calabro, il monito di Mattia: "Violenza da stigmatizzare"

Oltre alla ferma condanna del garante metropolitano arriva anche il commento del presidente dell’Osservatorio su violenza e suicidio, Stefano Callipo: "I fatti sono gravissimi"

(foto repertorio)

"Totale e ferma condanna". È questa la dura espressione scelta dal garante metropolitano per l’infanzia e l’adolescenza, Emanuele Mattia, davanti alla guerriglia urbana di Campo Calabro. La maxirissa che ha visto il coinvolgimento di una quarantina di ragazzi, molti dei quali minorenni, che, armarti di mazze, bastoni e caschi, si sono affrontati in piazza, con un bilancio di diversi feriti. Lo stesso garante ha manifestato disponibilità al sindaco Repaci per affrontare insieme questa vicenda, chiedendo un incontro per fare il punto della situazione, sia in termini di analisi che di azione.

Armati di mazze e bastoni si danno appuntamento in piazza: i fatti 

"Già la violenza è da stigmatizzare quando coinvolge uno o due individui, figuriamoci quando vede protagonisti negativi una quarantina di persone, per di più giovani e molti dei quali minori. Ci sono alcune riflessioni da fare - ha affermato Mattia - la fragilità giovanile davanti a modelli sbagliati, la loro ulteriore debolezza causata dalla pandemia che ha rotto i legami sociali positivi che fungono da barriera a tali situazioni, il ruolo della scuola e degli altri presidi educativi per ricostruire questa debolezza e la conseguente necessità di rafforzarlo, l’uso sano dei social che si trasforma in qualcosa di malato. Non basta quanto messo finora in campo, serve un maggiore sforzo comune di istituzioni, famiglie ed agenzie educative".

Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente dell’Osservatorio su violenza e suicidio, Stefano Callipo. "I fatti sono gravissimi, non soltanto per il fatto in sé, ma anche per ciò che rappresenta per la comunità dei giovani: una preoccupante spia di malessere.

Bisogna anche evitare la normalizzazione di questi episodi e, quindi, dare un messaggio forte. Inoltre, bisogna puntare molto sull’azione preventiva, perché mai come in questo periodo pandemico, in cui si ha molto più tempo a disposizione, emergono manifestazioni di disagio giovanile".

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