Mercoledì, 17 Luglio 2024
Violenza sui animali / Ortì

Cani avvelenati a Ortì, da Aidaa esposto e "taglia" da 8000 euro

L'associazione interviene dopo l'agghiacciante scoperta di un branco di randagi morti, tra cui alcuni cuccioli, e intende coinvolgere la gente per individuare i responsabili

L'agghiacciante scoperta questa mattina ad Ortì di un branco di cani randagi morti e presumibilmente avvelenati ha spinto i volontari di Aidaa (Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente) a presentare un esposto alla procura di Reggio Calabria. Ma parallelamente al ricorso alle forze dell'ordine gli animalisti lanciano un'iniziativa forte e provocatoria, una ricompensa di 8000 euro a chi nella zona dove è avvenuto lo sterminio dei cani sappia qualcosa e con la sua dichiarazione permetta di individuare i responsabili. Una vera e propria "taglia" sui killer, come avveniva nel far west e che, secondo l'associazione, è richiesta dalla gravità dei fatti.

Affermano da Aidaa: "Tra i cani morti c'erano 4 cuccioli di 40 giorni che dovevano partire nei prossimi giorni per Milano, dove sarebbero stati tenuti in stallo da dei volontari in attesa di adozione. Questi cani, come in molti altri casi nel sud Italia vivevano in branco e di loro si prendevano cura persone amorevoli, su questa vicenda bisogna andare a fondo perchè di sterminio si tratta". Prima di puntare il dito contro qualcuno, l'associazione sottolinea la necessità di una seria inchiesta della magistratura e della polizia veterinaria. Ma, scrivono gli animalisti di Aidaa, "è importante che la gente che sa parli, per questo mettiamo una taglia di 8.000 euro che verrà pagata a chi con la sua testimonianza rilasciata formalmente ai termini di legge alle forze dell'ordine ermetterà l'individuazione e la condanna definitiva del responsabile di questa carneficina".

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