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Martedì, 17 Maggio 2022
I controlli / Taurianova

I carabinieri scovano 23 "furbetti" del reddito di cittadinanza e li denunciano

Secondo le verifiche dei militari dell’Arma sarebbero circa 150 mila euro i contributi illecitamente percepiti dal 2019 ad oggi

False dichiarazioni di residenza, dimenticanza nel comunicare le misure cautelari che li gravavano, tutto per riuscire ad intascarsi il reddito di cittadinanza. I carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria, guidati dal colonnello Marco Guerrini, hanno scovato e denunciato 23 persone per indebita percezione del reddito di cittadinanza. I controlli sono stati effettuati, nei giorni scorsi, dai carabinieri del gruppo di Gioia Tauro e del nucleo Ispettorato lavoro di Reggio Calabria, nei comuni di Taurianova, Polistena, Cittanova e Giffone, per indebita percezione del reddito di cittadinanza.

Secondo le verifiche dei militari dell’Arma sarebbero circa 150mila euro i contributi illecitamente percepiti dal 2019 ad oggi, accertati nel corso delle attività d’indagine dai militari, finalizzate a riscontrare il possesso da parte dei richiedenti dei requisiti previsti dalla normativa vigente.

Nello specifico, dall’esame dei dati documentali acquisiti è stato possibile riscontrare che, all’atto della domanda, i soggetti, tutti di età compresa tra i 20 e i 60 anni, avevano reso false dichiarazioni o omesso volontariamente di comunicare informazioni ostative alla concessione del beneficio.

In particolare, dalle risultanze investigative, sono emerse false attestazioni da parte della maggior parte dei responsabili di false attestazioni in merito alla residenza, e nello specifico nel dichiarare di essere residenti in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi 2 in maniera continuativa. Altri avrebbero, invece, omesso di comunicare di essere sottoposti a misure cautelari o di essere stati condannati alla pena accessoria dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici, percependo nel tempo il sussidio fraudolentemente.

Gli esiti dell’attività investigativa sono stati segnalati alla procura della Repubblica di Palmi e all’Inps ai fini dell’interruzione dell’elargizione del sussidio nei riguardi dei soggetti interessati ed il recupero delle somme indebitamente percepite.

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