Lunedì, 15 Luglio 2024
Il blitz / Sbarre / Via Guglielmo Marconi

Un condominio del rione Marconi trasformato in fortino della droga, tre arresti

All'alba di oggi è scattato il blitz condotto dai carabinieri della compagnia cittadina, con il coordinamento della procura della Repubblica, la cocaina era nascosta dentro incavi nel vano scala o nelle ringhiere

Un condominio pubblico nel cuore del rione Marconi trasformato in fortino per la vendita della cocaina, con tanto di barriere e telecamere di videosorveglianza, è questo quello che hanno scoperto i carabinieri della compagnia di Reggio Calabria, in particolare della stazione del rione Modena, che, all’alba di oggi, hanno tratto in arresto tre reggini per il reato di produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope, in concorso.

L’indagine, partita da un esposto anonimo, sono state coordinate dalla procura della Repubblica reggina, diretta dal procuratore Giovanni Bombardieri, ed hanno portato all’emissione di un’ordinanza di misura cautelare notificata questa mattina.In particolare, l’odierna operazione, giunge ad esito di un’attenta attività d’indagine condotta, a partire da dicembre scorso dai carabinieri della stazione di Reggio Calabria Modena, sotto il costante coordinamento della locale procura della Repubblica.

La droga, come accertato dai carabinieri della stazione Modena che hanno operato all'alba di oggi, era nascosta dentro incavi nel vano scala del condominio o dentro le ringhiere delle stesse scale.

Le attività investigative, nello specifico, sono state avviate a seguito di un esposto anonimo diretto a segnalare la trasformazione, da parte di uno degli indagati di un condominio di proprietà di ente pubblico, sito nel noto Rione Marconi, attraverso barriere e videocamere di sorveglianza approntati al fine di gestire una piazza di spaccio al riparo delle attenzioni delle forze dell’ordine.

Scovata piazza di spaccio nel rione Marconi: il video

Fondamentale si è rilevata a partire da questo evento, l’attività info - operativa avviata nell’ immediatezza dai militari dell’Arma nonché la successiva attività d’indagine, soprattutto tecnica di videosorveglianza che ha permesso di confermare la fondatezza dell’ipotesi delittuosa.

L’esercizio di tale attività illecita è stata altresì avvalorata anche dai plurimi sequestri di droga effettuati in danno degli acquirenti della sostanza, visti nell’atto di uscire dalla palazzina oggetto d’indagine e controllati, nelle immediatezze, dagli operanti a cui gli stessi riferivano di essersi riforniti presso uno stabile agevolmente individuabile con quello oggetto delle indagini.

I successivi riscontri investigativi, inoltre, hanno permesso di appurare che i vari soggetti interessati, prima di realizzare tali scambi, venivano colti nell’atto di bussare alla porta d’ingresso dell’abitazione di pertinenza di uno degli indagati, già sottoposto agli arresti domiciliari, ove gli acquirenti si trattenevano pochi minuti, per il tempo necessario al fine di acquistare la droga.

Ulteriori conferme del ruolo assunto dagli indagati, in qualità di autori, in concorso tra loro, del delitto di detenzione e di plurime cessioni di cocaina, sono emerse anche dagli esiti delle perquisizioni, effettuate nel corso delle attività, a seguito delle quali è stata rinvenuta nel complesso una rilevante somma in contanti, costituita da banconote di piccolo taglio per un ammontare di circa 4.000 euro, sottoposti a sequestro in quanto considerati provento di spaccio di sostanze stupefacenti. Rinvenute, inoltre, varie dosi di cocaina, occultate negli incavi del vano scala appartenente alla palazzina del rione.

Nell’ambito delle attività, sono stati in ultimo abbattuti e rimossi, su disposizione dell’autorità giudiziaria ostacoli fissi da personale intervenuto dei vigili del fuoco, nella fattispecie una parete in ferro posta tra due piani ed un’altra struttura dello stesso materiale ubicata al piano terra, poiché realizzate abusivamente al fine di favorire l’attività di spaccio.

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