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Uno dei cartelli affissi sulle vetrine dei negozi di Cardeto

Uno dei cartelli affissi sulle vetrine dei negozi di Cardeto

Addio al progetto d'integrazione, la gente di Cardeto ringrazia la Cooperativa Marzo 78

Il progetto di inclusione non è stato rinnovato, dopo 4 anni di attività, dall’amministrazione comunale. Gli ultimi immigrati sono stati trasferiti presso lo Sprar di Camini

La gente è la vera protagonista della vita vissuta realmente per strada e Cardeto vive sempre con il tempo
lento della tradizione. Silenzi spezzati da corse di bambini di diversa nazionalità, nigeriani, eritrei, curdi, marocchini, strade colorate con gli abiti delle donne del nordafrica e momenti di inclusione tra culture diverse.

Da pochi giorni Cardeto chiude le porte all’integrazione. "Si è concluso il progetto Sprar - si legge in una nota - per il mancato rinnovo da parte dell’amministrazione comunale, che ha generato l'effetto domino con la perdita di posti di lavoro di operatori del luogo e danno economico ai commercianti, con conseguente perdita di immagine di una comunità che attraverso lo Sprar, gestito dalla Cooperativa marzo 78, ha messo il paese al centro di iniziative culturali e sociali di grande impatto con il coinvolgimento di intellettuali, scrittori, musicisti, attraendo turisti catturati dalle bellezze del borgo e dalla contaminazione tra lo street food etnico e la realtà locale, diventando volano di sviluppo anche nell’ottica di Città metropolitana. Adesso è tutto finito, con gli ultimi beneficiari trasferiti presso lo Sprar di Camini".

"Grazie Sprar", è dunque il pensiero della gente, "è scritto sui volti dei tanti immigrati e rifugiati politici inseriti nella vita sociale ed europea. Grazie Sprar per avere regalato un futuro a donne e bambini. L'umanita e le azioni solidali rimangono impressi per sempre, come i cartelli affissi sulle porte delle case o sulle vetrine dei negozi".

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