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Il ricordo

Italo Falcomatà nelle lettere dei reggini e presto in una biografia

Durante la presentazione del libro "Caro Professore", l'editore Michele Caccamo annuncia un progetto editoriale dedicato all'indimenticato sindaco

Una biografia in prosa poetica di Italo Falcomatà, firmata dal poeta e scrittore Michele Caccamo, sarà pubblicata da un editore nazionale. Ad annunciarlo è stato lo stesso Caccamo durante la presentazione del libro "Caro Professore", di cui è editore con la sua Readaction. Il volume a cura di Giuseppe Falcomatà raccoglie le lettere indirizzate a Italo dai reggini nella stagione politica e di speranza della Primavera di Reggio, documenti di grande valore umano e civico ritrovati nel 2020 durante le operazioni di smantellamento della vecchia sede della Fondazione Falcomatà dopo l'incendio doloso ad opera di vandali. L'idea di farne un libro è emersa quasi d'istinto, ha raccontato Giuseppe Falcomatà, che ha poi coinvolto Michele Caccamo innescando nel poeta ed editore un'autentica scintilla di passione verso la figura del padre.

"Ho una lunga esperienza politica - ha detto Caccamo - ma mai avevo conosciuto un amministratore così umile, buono e con una simile partecipazione alla collettività. Ho già scritto biografie di personaggi illustri come Alda Merini e Pier Paolo Pasolini e credo che Italo Falcomatà meriti lo stesso onore perché è stato capace di entrare nel palazzo e renderlo trasparente". La biografia sarà presentata in anteprima a Reggio a gennakio, ma dopo questa notizia l'attenzione della sala Perri di Palazzo Alvaro è tornata su "Caro Professore", che Caccamo considera "per bellezza e significato morale, il gioiello della mia casa editrice, che pure conta quasi 400 titoli, e mi rende orgoglioso averlo pubblicato io".  

Il libro, come ha ricordato Giuseppe Falcomatà tra gli applausi della platea, è dedicato alla dottoressa Lilia Gaeta, magistrata recentemente scomparsa dopo aver lottato con ogni forza contro un terribile male, così come aveva aveva fatto Italo. 

La sala è piena e serve un rinforzo di sedie per le persone in piedi. "La presidente della Fondazione mi ha già rimproverato per aver sottostimato la presenza del pubblico", ammette il sindaco sospeso sorridendo all'indirizzo della madre Rosetta Neto, seduta in prima fila. Al tavolo insieme a Giuseppe ci sono i figlioletti, uno dei quali porta il nome del nonno. Vent'anni dopo la sua morte (che coincidono con il compleanno della Fondazione), Italo resta indimenticabile per i reggini, un affetto che traspare dalle lettere raccolte nel volume ed è perpetuato fino ad oggi.

Il pubblico

Gli attori Teresa Timpano e Saverio Malara ne leggono due, e tra gli astanti corrono brividi e qualche lacrima. Il collaboratore di giustizia Giacomo Ubaldo Lauro gli scrive da Milano nel 1997: "Sindaco resista, non si arrenda alla malapianta della 'ndrangheta. E' meglio morire ma mai sottomettersi. Continui e resista come resisto io".

E quando è resa pubblica la notizia della sua malattia, da Parigi arriva la lettera di Silvia Ceravolo, impiegata nella capitale francese: "Spero che a darle una spinta per andare avanti sia anche l'impegno morale che lei ha preso anche con quelli come me, che hanno dovuto partire ma da lontano seguono tutto quello che succede nella loro città, e leggono dei suoi successi e sperano di poter essere un giorno fieri di essere reggini grazie al suo lavoro. Pensi anche a noi perché questo possa rafforzarla nella lotta alla malattia, pregheremo per lei". 

"Questo libro - ha spiegato Giuseppe Falcomatà - nasce da una frattura ma ha segnato una rinascita. L'atto vandalico aveva distrutto gran parte del materiale documentale, delle foto e dei cimeli della Fondazione e ci siamo detti che ciò che si era salvato doveva essere restituito alla collettività, a cui apparteneva. Abbiamo trovato così questa fitta corrispondenza tra i cittadini e il loro sindaco. In queste lettere - ha continuato - possiamo riconoscerci perché raccontano la nostra storia, dentro ci sono le ansie e i sogni di giovani e meno giovani, che affidavano al loro sindaco non solo stima e suggerimenti ma anche critiche. Sono memoria della nostra città, c'è tutta l'ostinazione reggina". 

Gli autori (alcuni dei quali presenti in sala) sono cittadini di livello culturale eterogeneo, ma tutti capaci di parole piene di intensità e bellezza anche puramente letteraria. Ma a colpire sono anche le tematiche di attualità dei testi scritti da chi allora aveva dieci anni e oggi non vive più a Reggio. "Il novanta per cento di queste persone - ha detto Giuseppe Falcomatà - vive e lavora fuori ed è un dato drammatico".

Per scelta le lettere sono state pubblicate senza alcun commento, per consentire ai lettori di farsi la propria idea. "C'è però un messaggio per il futuro, ha concluso il sindaco sospeso: "Nella vita spesso siamo tenuti a fare scelte difficili, pesanti soprattutto se si hanno carichi di responsabilità. Questi momenti possono però essere alleggeriti se si ha l'esempio di qualcuno che quelle scelte le ha già fatte prima e ha permesso ad altri di vedere quell'esperienza". 

Insieme alla presentazione, nell'ambito degli eventi del ventennale, si è svolta la cerimonia di premiazione del concorso studentesco on line "Venti dal Futuro", social contest rivolto alle scuole reggine sul tema del rispetto ambientale e del risparmio energetico, e l'inaugurazione della mostra documentale che comprende parte dell'archivio della Fondazione e le stesse lettere contenute nel libro. Rimarrà aperta e visitabile a palazzo Alvaro fino al 21 dicembre, nella sala Boccioni.

Un bellissimo ritratto di Italo lo concede infine Michele Caccamo anticipando (a sorpresa anche per i Falcomatà) un passo della biografia, dove il sindaco gira per la città a controllare le strade spazzate dal vento e sistemare fiori. Per lui Reggio era una sposa, "un paradiso scambiato in corsa con un purgatorio". Reggio aveva un destino segnato, ma lui che l'amava tanto a questa sorte non si è mai arreso. 

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