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Mercoledì, 17 Aprile 2024
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"Si aspetta la folgorazione di Damasco?": vicenda Hospice, la Uil si rivolge al prefetto

La data del 31 dicembre si avvicina. Il segretario Nuccio Azzarà non risparmia nessuno e chiede a Massimo Mariani di convocare un tavolo tecnico che scongiuri l’ipotesi del blocco delle prestazioni

Sembra non esserci pace per l'Hospice. Il segretario generale della Uil, Nuccio Azzarà  avvisa che c'è sempre meno tempo da perdere se si vuole salvare la struttura. 

"Il tempo sta passando inesorabilmente, il 31 dicembre si avvicina e la sorte di circa 50 dipendenti, in servizio presso l’Hospice “Via delle Stelle” di Reggio Calabria e dei pazienti assistiti è sempre più incerta e nessuna dalle parti in causa, che sono la Fondazione, la commissione straordinaria ed il commissario ad acta generale Cotticelli, intende dimostrare un briciolo di buon senso. Addirittura, le parti trovano irresponsabilmente le modalità di contrapporsi ulteriormente andando al muro contro muro, in una guerra aperta e senza esclusione di colpi”. 

"I soggetti preposti alla soluzione della problematica - prosegue Azzarà - piuttosto che armarsi di buona volontà sembra che trovino più confacente scontrarsi anche sul piano legale a difesa non si sa bene più di quale immagine, di quale decoro, per avere risarciti i danni procurati vicendevolmente. La “casa brucia” da tempo e loro rinfocolano il rogo a suon di 'carta bollata' ora a difesa di una improbabile immagine dell’Asp ora a sostegno di possibili 'violazioni del diritto alla privacy'. Ma di quale immagine parliamo?"

"Quella di un’azienda sciolta e risciolta per infiltrazione ‘ndranghetistica, del miliardo di euro di debito, della mancanza di bilanci, degli ospedali praticamente chiusa? Quello che emerge -incalza Azzarà - non è sicuramente un bel vedere, more solito, si fanno prevalere i personalismi, le permalosità, la spocchia a detrimento del bene comune e del superiore interesse collettivo.

'Operazione' ingenerosa quella mandata in scena dagli attori protagonisti di tale 'psico-dramma' questo è il vero danno: il patimento arrecato ai degenti, alla città ed ai lavoratori che con il mese di ottobre si sono visti corrispondere soltanto 500 euro e per di più provenienti da donazioni. Chi è preposto a gestire e governare la cosa pubblica, ha l’obbligo nel rispetto della legge, di raggiungere obiettivi e risultati che vanno nella direzione di dare risposte di qualità ai cittadini, anche a costo di dovere con umiltà fare il fatidico primo passo".

"Non si riesce in nessun modo a mettere a sedere attorno ad un tavolo, tutti i soggetti aventi titolo per trovare una adeguata e giusta soluzione per l’Hospice, lorsignori appaiono 'ingessati' facendo sorgere il legittimo sospetto che dietro la supponenza e la rigidità traspaia una sostanziale inadeguatezza alla bisogna.

Il generale Cotticelli, la triade commissariale e la Fondazione hanno da dirimere, di certo, una questione delicata e complessa che non può essere di certo risolta se non inizia il confronto. Non può essere accettato il metodo dello scarica barile o che si alzino polveroni fatti addirittura di controversie legali, su una questione che sta a cuore all’intera città, nessuno può pensare che Reggio sia disponibile a sopportare, oltre, tale indecoroso atteggiamento. 

La parte pubblica, comunque, non può pensare, altresì, di continuare a fruire gratuitamente di prestazioni di alto profilo professionale, facendo emergere un comportamento poco confortante".

Il segretario Azzarà non risparmia nessuno e puntuale arriva la stoccata contro il Comune: "In questa ennesima e triste pagina di storia che riguarda la nostra città, dove non mancano ascari e speculatori, la figura più brutta rischia di farla l’amministrazione comunale/metropolitana la quale si astiene dall’intervenire, far sentire la propria voce a difesa della città, richiamando sonoramente e severamente tutte le parti in causa ad una maggiore e pragmatica sobrietà. Eppure il presidente del Consiglio comunale Demetrio Delfino aveva assunto l’impegno pubblicamente, durante la manifestazione popolare organizzata a presidio dell’Hospice il 10 di ottobre dalla Uil, di convocare un consiglio comunale - metropolitano congiunto ed aperto sullo specifico tema".

"Successivamente, il presidente Delfino aveva dato ulteriore conferma pubblica della suddetta convocazione a margine di una conferenza stampa, attendendo solo l'individuazione della data da parte del sindaco e la disponibilità della triade commissariale a partecipare all’importante assise del consesso comunale/metropolitano. Certo che se la data del consiglio dovesse giungere a risultato pregiudicato sarrebbe difficile trovare la giusta aggettivazione a tale imbarazzante comportamento".

"Comprendiamo che la politica è avvezza e vocata alle cattive figure, - conclude il segretario della Uil - ma sui problemi della gente sarebbe cosa buona e giusta evitare “cazzeggiamenti”, distrazioni e leggerezze, desidereremmo attendendo, inutilmente, l’agognata folgorazione sulla strada di Damasco, intanto, che non “si fumassero” l’ennesimo 'Zazà'".

"La Uil si rivolge formalmente al prefetto "affinché convochi un tavolo tra le parti interessate e venga così scongiurata l’ipotesi dell’inizio di una dura vertenza sindacale che prevede, tra l’altro, il blocco delle prestazioni sanitarie".

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