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Incendiato il manto erboso del campo sportivo di Catona: lo sdegno della comunità reggina

Le reazioni del mondo civile e politico dopo l'episodio denunciato dal sindaco Falcomatà con una diretta social

Ignoti hanno dato fuoco al manto sintetico che doveva essere installato a breve sul campo di calcio di Catona, nella periferia nord di Reggio Calabria dove il Comune sta completando i lavori di riqualificazione della struttura sportiva.

Il danno provocato dal rogo è stato quantificato in circa 150 mila euro a fronte di una spesa complessiva dei lavori pari a 800 mila euro. Sull'episodio ha avviato le indagini la squadra mobile della polizia, diretta da Gianfranco Minissale.

Il fatto, che è stato denunciato dal sindaco Giuseppe Falcomatà in diretta social, ha suscitato lo sdegno dei rappresentanti della politica e della società civile. 

"Lo smarrimento del sindaco Giuseppe Falcomatà, dopo l’incendio doloso al campo sportivo di Catona, - affermano le donne democratiche - è il naturale sentimento di chi lotta ogni giorno, resiste alle difficoltà dell’amministrare, ai limiti della società e, sopratutto, dell’umanità e, in un attimo, vede crollare ogni sforzo.

“A chi glielo avete fatto il dispetto?”, ci chiediamo anche noi. Se non ai vostri figli, ai vostri nipoti, al futuro di una città, di un territorio. Quale può essere il motivo per sfregiare un bene pubblico se non la subcultura criminale, generata da aridità d’animo e ignoranza?

La Conferenza delle Donne Democratiche dell’area metropolitana di Reggio Calabria sostiene e incoraggia il sindaco Falcomatà, la sua giunta e la sua amministrazione a non mollare la presa, resistere ancora. Resistere sempre. Una società migliore ha bisogno di una forza democratica unitaria e determinata, noi siamo pronte a fare la nostra parte, al fianco di chi - come Giuseppe Falcomatà - lavora ogni giorno per la legalità, la democrazia e il bene comune. Ripartiamo!".

Incendio al campo sportivo di Catona, FI: "Atto inqualificabile che ferisce tutti noi reggini"

Per Adriana Musella, già presidente del coordinamento antimafia: "Sembra la tela di Penelope. A Reggio Calabria, quello che con sacrificio e speranza viene realizzato è destinato ad essere distrutto, a qualunque livello. Ieri un campo di calcio, prima ancora un parco e così via. Evidentemente i lavori pubblici in itinere e i finanziamenti previsti, stanno risvegliando gli appetiti ed entra in azione l'arma della prepotenza e della devastazione.
Ma la gente non può rassegnarsi, la gente deve reagire.

Invece un silenzio assordante circonda ogni cosa. Si tace  - continua Adriana Musella - di fronte ai soprusi, alle ingiustizie, alla sopraffazione. Chi si azzarda, poi, ad andare controcorrente e contrastare questo sistema viene distrutto senza appello e con la persona anche il buono che si costruisce.

Mi chiedo dove sia la coscienza e la dignità di un popolo. Non si può stare alla finestra a guardare mentre la casa brucia perchè si verrà travolti da quelle stesse fiamme. Questo però non si capisce e non si guarda al di là del proprio uscio, assecondando così, la mentalità mafiosa. Si perchè non c'è bisogno di sparare per essere mafiosi. La mafia è prima di tutto un modo d'essere, una mentalità". 

"Un atto vile e criminale che ci indigna e che condanniamo con estrema fermezza". Questo il commento del presidente provinciale del Movimento cristiano lavoratori di Reggio Calabria, Antonio Merenda. "È un fatto intollerabile che non può rimanere impunito – ha continuato -. Confidiamo nella giustizia e siamo certi che gli autori di questo vile gesto saranno al più presto individuati e consegnati all'autorità giudiziaria".

Secondo Jasmine Cristallo della direzione nazionale PD, candidata al Parlamento europeo: "L’appello di Giuseppe Falcomatà alla mobilitazione popolare contro la criminale ferocia di chi ha distrutto le speranze degli amministratori reggini, di tanti bambini e ragazzi, di un quartiere e di un’intera città, deve essere accolto e fatto proprio da chiunque senta sulla propria pelle la rabbia e l’amarezza per la viltà del gesto. Il materiale bruciato si
riacquista, ma è il danno sociale a lasciare segni indelebili.

Giuseppe Falcomatà e la sua amministrazione non devono essere lasciati soli nella battaglia a favore di quella normalità fatta di legalità, crescita e sviluppo condivisi, non avversati. Io non mi tiro indietro, sono al vostro fianco, Giuseppe!".

Anche i consiglieri comunali del gruppo Democratici e Progressisti, Marcantonio Malara, Antonino Castorina, Filippo Burrone e Giuseppe Nocera, sono intervenuti sull'episodio: "L’episodio incendiario che ha riguardato il campo di Catona in cui con un intento doloso rotoli di manto sintetico sono andati in fiamme è un episodio ignobile e raccapricciante che colpisce non solo tutta la comunità del posto ma in particolare un città che merita rispetto e verso la quale c'è massima attenzione.

L'Amministrazione comunale - proseguono i consiglieri del gruppo Dp - interverrà con immediatezza per restituire il campo sportivo nelle condizioni migliori possibili e nel più breve tempo anche al fine di dare un segnale chiaro e tangibile che se c’è chi distrugge c'è al contrario vuole ricostruire.

La politica tutta, al netto delle appartenenze concludono i consiglieri comunali del gruppo DP ha il dovere di essere unita e compatta non solo nella condanna di tali condotte ma anche nella necessità di agire insieme in difesa dei “nemici di Reggio Calabria” che con queste azioni barbare pensano, sbagliando, di rallentare un cambiamento necessario e urgente oltre che culturale che deve partire dalle periferie per arrivare in centro città".

Il consigliere comunale delegato allo sport, Giovanni Latella, nel commentare il danneggiamento delle balle di erba sintetica che facevano parte del processo di restyling del campo sportivo di Catona, ribadisce: "Provo il disprezzo più totale nei confronti dei balordi che hanno dato fuoco al manto d’erba sintetica del campo di calcio di Catona. Si è trattato di un gesto spregevole, disgustoso e infame che colpisce una comunità generosa fatta di sportivi, di gente appassionata, di mamme e di papà che nello sport hanno trovato un luogo sicuro dove far crescere i propri figli".

"Condivido appieno le parole del sindaco Giuseppe Falcomatà", ha aggiunto Latella invocando "un moto d’orgoglio da parte della società civile che non può girarsi dall’altra parte rispetto ad episodi di una gravità inaudita. Perché – ha spiegato – non è tanto il danno materiale che obbliga tutti noi ad una reazione forte, ma l’ingiustizia che si abbatte su quanti operano e lavorano, quotidianamente, per costruire luoghi di crescita sociale e di aggregazione, che si impegnano per togliere i ragazzini dalla strada indicando loro un’alternativa di emancipazione sana, leale, produttiva per le persone e per la società. E’ questo che fa rabbia: chi ha appiccato il fuoco ha voluto bruciare la speranza, ha cercato di distruggere un futuro migliore e possibile. Tutto questo è inaccettabile".

"L’amministrazione – ha proseguito il consigliere Latella – farà tutto il possibile per riparare i danni causati da questi loschi individui, codardi che sfruttano i favori del buio per portare a compimento la loro ripugnante opera di distruzione. Non bisogna credere, però, che questa possa essere la soluzione. Non si può mettere un punto e andare a capo. L’indifferenza è la benzina che alimenta le fiamme di questi balordi criminali".

"Chi, in queste ore, ha manifestato solidarietà nei confronti della comunità sportiva di Catona - ha concluso Giovanni Latella - gode della mia più ampia stima e ammirazione. Però, non ci si può fermare qui. Ognuno di noi, con le proprie forze, deve partecipare per provare ad estirpare questa gramigna che infesta i nostri territori.

Non se ne può davvero più. Tiriamo fuori il coraggio e la determinazione contro la criminalità ed in particolare verso il fenomeno mafioso che, diceva Giovanni Falcone, è umano e, come tale, ha un inizio ed avrà sicuramente una fine. E’ ora di dire basta. Lo dobbiamo a noi stessi, ai reggini per bene e, soprattutto, ai nostri figli".

E ancora, i gruppi consiliari delle liste civiche a Palazzo San Giorgio, in una nota stampa, oltre ad esprimere piena ed incondizionata solidarietà alle associazioni sportive catonesi, sottolineano "la piena e totale fiducia nelle forze dell’ordine che, al più presto, riusciranno ad individuare gli autori di questo vile gesto".

"L’atto criminale contro il campo di calcio di Catona è un fatto che colpisce ognuno di noi. Serve una reazione dura e compatta da parte della società civile e di ogni segmento della città che deve ribellarsi di fronte ad azioni di una gravità estrema. Nessuno può sentirsi escluso da una battaglia di civiltà e democrazia. Dice bene il sindaco Giuseppe Falcomatà - aggiungono - quando invoca la massima partecipazione per condannare un atto che offende gli sforzi di chi, quotidianamente, investe sull’educazione e la crescita dei giovani. Questi attacchi vili e codardi colpiscono il futuro della nostra terra".

"Chi ha bruciato l’erba sintetica pronta ad essere posizionata sul campo da gioco di Catona - continuano i consiglieri delle liste civiche - è un criminale che ha colpito l’intera comunità reggina e che, col suo fare ignobile, si abbatte sulle speranze di tantissimi ragazzi e tantissime ragazze che nello sport trovano il modo per emanciparsi dall’emarginazione sociale e dalla solitudine, che col lavoro degli educatori creano l’humus per una società migliore fatta di valori sani e di cultura, di educazione, rispetto e tolleranza".

"Chiunque ha a cuore le sorti del nostro territorio - concludono i consiglieri civici - deve far sentire forte la propria voce in un momento in cui la comunità ha bisogno di unità. Come Amministrazione comunale reggina, a fianco al sindaco Falcomatà, faremo di tutto per ultimare i lavori di restyling del campo di calcio e, al tempo stesso, ci rivolgiamo a chi ha appiccato il fuoco a Catona: non possiamo più sopportare questi atteggiamenti mafiosi e prevaricatori, chi vuole male a Reggio non passerà. Ora più che mai è necessaria la partecipazione di tutti".

Per i rappresentanti in Consiglio di Italia Viva: "Per quanto tempo ancora dovremo sopportare che l’atteggiamento distruttivo di pochi balordi possa mandare in fumo gli innumerevoli sacrifici sopportati dalla collettività per risollevare le sorti di Reggio Calabria? Il vile atto perpetrato ai danni di una struttura destinata alle realtà sportive di quartiere di Reggio Calabria – proseguono i consiglieri di Italia Viva – non ha soltanto prodotto un serio danno di natura economica, ma ha soprattutto arrecato una ferita profonda ai sogni di normalità di un territorio che l’Amministrazione comunale ha deciso di valorizzare al meglio, passando proprio dall’importanza dello sport.

Sappiamo quanto alta sia la cifra sociale restituita da una attività sportiva caratterizzata da valori sani. Consegnare alle associazioni, e dunque alla collettività, una struttura funzionale e all’avanguardia significa aprire spazi di socializzazione e crescita, sottraendoli al degrado ed all’emarginazione".

Secondo i rappresentanti in Consiglio di Iv, "la società civile è chiamata ad una presa di coscienza definitiva che si tramuti in azioni concrete a difesa dei beni comuni. Non ci si può più voltare dall’altra parte o pensare che qualcosa che riguardi la collettività sia un affare solo degli amministratori. Una seria rivoluzione sociale passa anche dalla comprensione di questo messaggio: chi danneggia un bene pubblico arreca una offesa anche al singolo cittadino che viene privato del diritto ad usufruirne".

Gli autori di un atto così deplorevole, a giudizio dei consiglieri, "hanno dimostrato non solo di avere una preoccupante attitudine criminale, ma anche una inqualificabile inciviltà. Quale obiettivo si voleva raggiungere mandando in fumo i sogni di centinaia di ragazzi?

Si voleva forse colpire l’Amministrazione comunale “colpevole” di aver creduto e dato seguito ad un progetto di riqualificazione di una struttura periferica strategica? Se questo era l’obiettivo, allora è miseramente fallito. Non solo per le tantissime reazioni della gente comune, ma anche perché è forse servito a far comprendere come la misura sia ormai colma".

L’attenzione dei rappresentanti di Italia Viva, però, si concentra soprattutto sulla cittadinanza: "Abbiamo detto che la misura è ormai colma, ed è così. Per questo affermiamo con chiarezza che saremo al fianco del sindaco Falcomatà per tutte le iniziative utili ad una pronta ripartenza dei lavori al campo sportivo di Catona. Ma intendiamo rimarcare come questo non possa bastare. Occorre un agire concreto anche dei nostri concittadini, delle associazioni, dei movimenti. Tutti devono sentirsi vittime di questo vile danneggiamento.

Tutti devono rimboccarsi le maniche e abbandonare le postazioni comode per far sentire la propria voce. Lo urliamo con la consueta franchezza che ci contraddistingue: avranno potuto anche rallentare i tempi dei lavori al campo sportivo, ma hanno perso la battaglia più importante, quella morale. Tocca alla parte sana della città, che è larghissima maggioranza, trasformare questo evento negativo in una molla definitiva di riscatto. Lo dobbiamo a noi, ma soprattutto ai nostri figli".

Secondo Patrizia Gambardella, presidente sezione Nilde Iotti: "Non possiamo e non riusciamo ad accettare il fatto che si tratti di semplice “vandalismo”; a Reggio, purtroppo, siamo stati abituati a leggere i fatti in modo diverso: non per paranoia ma per storia.

Non può essere casuale che da Pellaro a Catona, passando per l’area collinare, si siano registrati precisi e puntuali episodi di danneggiamenti troppo “scientifici” da poter essere asseverati a ragazzotti sbandati o fenomeni di devianza.

Si palesa un modo di agire e di fare che presuppone strategia mirata; perché quelli che apparivano come “episodi” ora appaiono come azioni studiate non certo opera di dilettanti. D’altronde, come detto anche dal sindaco, “a chi avrebbero fatto il dispetto”?

Quando distruggi giostrine (finanche dei disabili), quando devasti un parco, quando danneggi strutture ancora neppure inaugurate ( vedi Parco Lineare Sud), quando incendi gli uffici di Ecolandia, quando danneggi i quadri elettrici al servizio dei serbatoi ( curiosamente sempre e solo d’estate), quando riversi incendi in modo sistematico cumuli enormi di rifiuti in quartieri sempre a rischio…come fai a pensare che non ci siano precise strategie per bloccare ogni sussulto di civiltà lì dove “deve”, secondo la criminalità, permanere uno stato di degrado e quindi di ricattabilità sociale?"

"Come Anpi - continua Gambardella - avvertiamo l’esigenza di lanciare un segnale d’allarme democratico importante alle massime autorità perché è la democrazia che è fortemente minacciata da questi fatti indecorosi.

Lo diciamo a gran forza perché quando un quartiere o una città intera vengono privati di opportunità di sviluppo, emancipazione e riscatto allora significa che la cittadinanza viene privata di spazi di democrazia sostanziale; spazi di pratiche di civiltà, comunità, solidarietà. Tutti aspetti sanciti dalla nostra Costituzione che devono, invece, trovare riscontro concreto in ogni politica istituzionale in modo da consentire la piena attuazione di quei valori enunciati dalla nostra Carta Costituente.

Non solo condanniamo ma lanciamo un appello alla società civile, da una parte, ed a tutte le Istituzioni (di ogni ordine e grado) per una mobilitazione che non sia solo simbolica ma porti il governo, attraverso la prefettura, ad adottare misure importanti a tutela di quelle condizioni di garanzia democratica per la nostra comunità.

Cedere alla stanchezza ed allo scoraggiamento sarebbe la vittoria di una delinquenza cancro dei nostri territori che deve incrociare, invece, una ferma e ferrea risposta da parte dello Stato e della società civile tutta".

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