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Giovedì, 1 Dicembre 2022
Il fatto

Certificati medici con false malattie per non lavorare, giovane insegnante indagata per truffa

Nei guai anche i medici che avrebbero firmato le dichiarazioni che avrebbero permesso alla docente, una trentenne di origini reggine, di usufruire di una lunga serie di assenze dal lavoro

Certificati medici per essere esentata dal lavoro, falsi problemi fisici per non tornare dietro la cattedra e una indagine per truffa. E' questa la storia raccontata da RiminiToday nella quale risulterebbe coinvolta una giovane reggina. Sarebbero oltre 30 i certificati medici vagliati dagli investigatori della guardia di finanza di Rimini che hanno permesso a una professoressa 30enne, originaria della provincia di Reggio Calabria ma che negli ultimi 3 anni scolastici ha lavorato a Rimini, una lunga serie di assenze dal lavoro.

Attestati che, per le fiamme gialle, sarebbero stati redatti da due medici compiacenti anche loro calabresi nei quali certificavano come la donna soffrisse di gravi malattie che richiedevano terapie salvavita e la costringevano quindi a lunghi periodi di assenza, come la sindrome di Meniere o un'insufficienza renale cronica, ma anche banali ascessi dentali, lombalgie, distorsioni alla caviglia e persino una reazione avversa al vaccino anti Covid. La professoressa, assunta a tempo determinato come supplente dal settembre 2019, avrebbe quindi accumulato giorni su giorni di malattia regolarmente retribuiti.

Secondo le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Luca Bertuzzi, il sistema adottato dalla 30enne avrebbe arrecato un danno allo Stato di circa 47mila euro al quale si aggiunge anche il disagio sia per gli istituti tecnici e professionali che per gli alunni. Gli inquirenti si sono avvalsi anche di un consulente tecnico d'ufficio che ha ritenuto le presunte malattie diagnosticate alla docente come non gravi, evidenziando l'assenza del pericolo di vita.

Il pm, quindi, ha chiesto nei confronti della professoressa e dei due medici di 65 e 58anni il rinvio a giudizio con l'accusa di truffa in concorso e, ai sanitari, viene contestato anche il reato di falsità ideologica. L'udienza preliminare è stata fissata davanti al gip del tribunale di Rimini, Raffaella Ceccarelli, il prossimo 7 marzo.

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