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Domenica, 19 Maggio 2024
La manifestazione

Cgil Calabria in partenza per la protesta di Roma: sul palco una tirocinante reggina

Manifestazione sui temi della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, per la difesa e il rafforzamento della sanità pubblica, per una riforma fiscale e la tutela dei salari. Partecipa anche la Uil

La Cgil Calabria sarà presente in massa alla manifestazione del 20 aprile indetta a Roma da Cgil e Uil sui temi della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, per la difesa e il rafforzamento della sanità pubblica, per una riforma fiscale e la tutela dei salari. In tanti partiranno da tutta la regione per il corteo che si concluderà a piazzale Ostiense seguendo “La Via Maestra”, il percorso avviato dallo scorso anno che punta a dire con chiarezza il nostro “No” alle politiche distruttive di questo governo.

"Il nostro contributo - si legge in una nota del sindacato - arriverà anche dal palco con l’intervento di una tirocinante di inclusione sociale (Tis) del Comune di Villa San Giovanni che rappresenterà una delle nostre vertenze più importanti e che riguarda in Calabria 4 mila lavoratori senza tutele come contributi, tredicesima o Tfr, e che ricoprono incarichi nelle pubbliche amministrazioni calabresi senza certezza del futuro. Se non ci fossero si andrebbe incontro a una paralisi del sistema, eppure vengono trattati come l’ultima ruota del carro, spesso lasciati anche senza i dovuti dispositivi di protezione e sicurezza.

Protestiamo per il diritto alla salute e alla sicurezza sui luoghi di lavoro, perché il conteggio delle vittime si fermi e non si creino, ad esempio come con il subappalto a cascata, condizioni che deresponsabilizzano i datori di lavoro, scaricando tutti i rischi sui lavoratori".

La Cgil chiede "una sanità pubblica e universale contro politiche che hanno spogliato lo Stato sociale e che tramite l’Autonomia differenziata renderanno il diritto alla cura un privilegio e il ricorso alla sanità privata una scelta dovuta. Il tutto mentre in Calabria la percentuale di persone che rinunciano a curarsi è altissima, la rete ospedaliera monca, le liste di attesa superano spesso l’anno, l’area diagnostica è carente nelle attrezzature.

Saremo in piazza anche per una giusta riforma fiscale che attinga lì dove le risorse ci sono per finanziare sanità, istruzione, non autosufficienza, diritti sociali e investimenti pubblici. Per una riforma che valorizzi chi produce ricchezza. Al contrario, la riforma dell’esecutivo continua a tassare lavoro e pensioni più dei profitti, del lavoro autonomo benestante; non tassa gli extraprofitti e premia l’evasione, che sottrae 90 miliardi di euro ogni anno alle politiche sociali e di sviluppo del Paese.

Chiediamo la tutela dei salari tramite la contrattazione collettiva settoriale, il rinnovo dei contratti alle scadenze naturali, l’abolizione della precarietà, la riduzione dell’orario di lavoro a parità di retribuzione, la promozione di azioni per una reale parità e per il superamento del gap salariale tra donne e uomini".

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