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Venerdì, 21 Giugno 2024
Chiesa

Il seminario chiuderà: dalla Cec si conferma l'intenzione dell'istituto unico a Catanzaro

Nella riunione primaverile dei vescovi calabresi è stato ribadito il progetto che partirà già nel prossimo anno accademico

Da parte della diocesi reggina erano arrivate rassicurazioni e si era parlato di decisione non ancora presa, ma purtroppo l'allarme circolato negli scorsi mesi sulla chiusura del seminario arcivescovile è fondato. A confermarlo è il resoconto della sessione primaverile della conferenza episcopale calabra, che si è riunita il 14 e 15 maggio presso la propria sede nel seminario S. Pio X a Catanzaro, dove già dal prossimo corso di studi dovrebbe sorgere l'unica istituzione seminarile della regione. 

Tra i temi trattati dalla Cec c'è stato infatti anche questo, e l'intenzione espressa è inequivocabile. "I vescovi - si legge nella nota - hanno confermato la determinazione a proseguire nell’istituzione di un seminario teologico unico, con inizio nel prossimo anno accademico". Si aggiunge poi che la scelta è "sostenuta da tutte le diocesi" e che "Reggio Calabria e Cosenza manterranno due comunità formative per gli studi filosofici". I seminaristi dovranno dunque trasferirsi a Catanzaro e il progetto del nuovo istituto, di imminente realizzazione, è stato illustrato durante la Cec dal professor don Francesco Asti, preside della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale e da monsignor Ignazio Sanna, membro della Commissione Episcopale per la dottrina della fede, l’annuncio e la catechesi della Cei. Insomma i giochi sembrano ormai fatti, e questo epilogo fa risuonare le parole di papa Francesco quando un anno fa, incontrando in udienza vescovi, seminaristi e formatori calabresi, aveva spiegato che a decidere sarebbe stata la chiesa locale senza nessuna ingerenza da Roma. Il Santo Padre aveva però dato un orientamento abbastanza chiaro verso una massimizzazione delle "energie umane, spirituali e teologiche" dei seminari. Il pontefice aveva sottolineato il rischio di "disperdere le forze moltiplicando i luoghi di formazione e tenendo in piedi piccole realtà con pochi seminaristi", così come "un seminario di 100 è anonimo, non forma i seminaristi". La soluzione ideale, aveva concluso, sarebbe stata interamente demandata al discernimento e al potere decisionale delle comunità episcopali: "Noi diamo le idee, le orientazioni, i consigli, ma il carisma lo avete voi, lo Spirito Santo lo avete voi per questo". 

Le preoccupazioni per la chiusura del seminario reggino erano state smorzate dall'arcidiocesi, che aveva parlato di grande attenzione per la formazione dei futuri presbiteri, pur sottolineando che ogni decisione avrebbe dovuto tenere conto di quanto previsto dalla nuova ratio fundamentalis sui seminari e ovviamente dei suggerimenti del papa. Dichiarazioni caute e vaghe, che oggi dalla Cec assumono contorni netti, aprendo la strada all'accentramento su Catanzaro delle funzioni formative svolte dagli altri seminari della regione, la cui popolazione avrà pesato nella volontà di portare avanti il progetto - nonostante nel Pio XI di Reggio i seminaristi siano 25, numero tra i più alti del paese. 

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