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L'ordinanza / Cittanova

Quel cimitero in mano a un sistema cresciuto in decenni di "assordante silenzio"

Dalle carte dell'inchiesta Aeternum emerge uno spaccato desolante delle attività cimiteriali. Le ossa di diversi defunti nella stessa cassetta perché: “Meno ne servono e meglio è"

Decenni di “assordante silenzio” e la sistematica “omissione di controllo” aveva reso il cimitero di Cittanova terra di nessuno, anzi proprietà inalienabile dei soggetti destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare frutto dell’inchiesta “Aeternum” condotta, e conclusa all’alba di ieri, dai carabinieri del comando provinciale, diretti dal colonnello Cesario Totaro, con il coordinamento della procura di Palmi.

Era, secondo i magistrati palmesi, un inestricabile nodo di interessi fra pubblici ufficiali e imprenditori privati a trasformare il camposanto cittanovese in una sorta di set da cinema horror.

“La presente indagine - scrivono i carabinieri nell’ordinanza - ha consentito di portare alla luce l’articolato sistema illecito finalizzato alla “gestione economica autonoma” del Cimitero nel Comune di Cittanova, col profitto di rilevanti introiti economici, provenienti da svariati illeciti realizzati da (o con il prezioso ausilio dei) dipendenti comunali preposti ai servizi cimiteriali ed agevolati negli anni dall’assordante silenzio delle varie amministrazioni comunali succedutesi nel tempo”. 

Queste ultime, stando agli accertamenti degli investigatori dell’Arma, nonostante i notevoli ammanchi tributari “non avevano mai provveduto ad eseguire i dovuti accertamenti circa i tributi effettivamente pagati in connessione con le sepolture di fatto eseguite e, di conseguenza, non avevano mai eseguito un effettivo programma di recupero dei tributi mai versati nelle casse comunali”. 

Tutte tranne l’amministrazione attuale, guidata dal sindaco Francesco Cosentino, che sotto il peso dei richiami della Corte dei conti aveva avviato un’indagine interna - coincidente in parte nei tempi con quella della procura palmese - per venire a capo di quello che il pm definisce “un sistema” che, con il passare del tempo, si era consolidato nel comune sentire tanto da essere considerato una “cosa normale” agli occhi dell’opinione pubblica.

Tanto da considerare l’amministrazione comunale, si legge ancora nelle carte dell’inchiesta Aeternum, come “succube, se non talora complice, dei soggetti reali gestori del settore cimiteriale. Questi ultimi, infatti, attraverso il sistema ben consolidato che sarà ricostruito nel corpo della presente richiesta con l’illustrazione dei singoli fatti di reato emersi, si sostituivano all’ente Comunale, dal disbrigo della più semplice pratica cimiteriale, ovvero all’assegnazione diretta dei loculi cimiteriali, per poi procedere perfino all’incasso diretto delle somme oggetto di tributo comunale”. 

Un modo di fare contro il quale, nel tempo, nessuno avrebbe mosso un dito. “Il tutto ha funzionato per almeno un decennio grazie alle lacune ed insufficienze dell’amministrazione comunale che, nel corso degli anni - scrive il pubblico ministero nella richiesta di custodia cautelare che, poi, è stata firmata ed emessa dal gip Francesco Petrone - ha sistematicamente omesso ogni controllo sui propri dipendenti addetti al servizio cimiteriale e che poi, di fatto, sono risultati essere al centro del sistema illecito di gestione di quel servizio".

"Un sistema che, ormai collaudato nel tempo - si legge ancora - riportava la gestione del Cimitero comunale, più che all’offerta di un servizio pubblico essenziale, all’esercizio di una vera e propria impresa privata, completamente incentrata sul lucro individuale, il cui funzionamento (e, anzi, la cui diretta esistenza) erano consentiti proprio dalla diretta partecipazione ad essa dei dipendenti comunali preposti a detto servizio”.

Un sistema che non aveva pietà nemmeno dei morti, con le salme esumate ed i resti raccolti a tre alla volta dentro una cassettina di zinco per risparmiare. Perché come si dicevano alcuni degli indagati non sapendo di essere intercettati dai carabinieri: “Meno ne servono e meglio è, perché mi sembra che costano dieci euro ognuna… roba di questa. Staiu minando a consumare di meno”.

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