Martedì, 21 Settembre 2021
Cronaca Centro

Classifica sindaci, Pellicanò: "Non convincono le rilevazioni"

Dopo la classifica del sondaggio del Sole 24 Ore, l'ex assessore comunale della giunta di Italo Falcomatà spiega i suoi dubbi e le sue perplessità

Giuseppe Falcomatà

L'ex assessore della giunta di Italo Falcomatà, il sindaco della primavera di Reggio, Demetrio Pellicanò, scrive dopo i dati forniti dal Sole 24 ore sul gradimento dei sindaci. 

Di seguito il testo della lettera di Pellicanò: 

"Quando i sondaggi non convincono. Il sole 24 ore, tra le più autorevoli e prestigiose testate giornalistiche del nostro sistema informativo, di recente ha stilato, attraverso un sondaggio demoscopico, una graduatoria di gradimento degli amministratori locali. Io mi limiterò ad interpretare le risultanze del sondaggio alla luce di quello che si vive, si vede, si sente nella realtà circostante.

Si tratta di fare aderire, non è un'operazione facile, la realtà virtuale, anche se fatta di numeri, con la vita di tutti i giorni, con le aspettative, le ansie, le angosce di un malessere sociale sempre più diffuso, sempre più soffocante. II primo dato da considerare, la collocazione di Falcomatà al 36° posto della graduatoria con un poderoso balzo in avanti rispetto la precedente rilevazione.

È plausibile, ragionevole guadagnare posizioni quando dalla prima elezione (2014) alla seconda (2020) si perdono in valore assoluto oltre 30 mila voti e si passa dal 61% al 36%? Non solo. Si scala la graduatoria pur perdendo 2,5 punti in percentuale in rapporto all'anno precedente. Una contraddizione in termini, difficile da capire e da spiegare. Ma l'aspetto più controverso, quello che suscita più dubbi e perplessità, rimane la qualità della vita. Questo dato è la sommatoria di tanti indicatori, tra i quali gioca un ruolo fondamentale "Ambiente e Servizi". Ebbene, su questo versante la Città Metropolitana, l'antica provincia di Reggio Calabria, occupa il 95° posto su 107 posizioni, con Falcomatà sempre alla guida dell'attività amministrativa.

Non sembra, dunque, un controsenso, una stridente contradizione il 36° posto di Falcomatà tra i sindaci e il 95°della Città Metropolitana nella qualità della vita? Sarebbe troppo chiedere al Sole 24 ore, dove sono state realizzate le rilevazioni, chi è stato sentito, le domande formulate? Sarebbe una rivoluzione copernicana, se un inviato del giornale, a riscontro di quanto pubblicato, venisse in città a verificare de visu, quanta e quale differenza separi lo schermo di un computer dai problemi veri, dalla sofferenza di un territorio e della gente che lo vive. Io, scusate la sfrontatezza, mi candido a fare da Cicerone.

Lo porterei in una notte afosa, in una di quelle che il caldo ti toglie il respiro, con temperature tropicali, ad assistere mentre Reggio brucia e si consuma come una candela accesa. Lo porterei lungo le strade delle periferie, meno percorribili delle fiumare circostanti, con corredo di erbacce infestanti, l'unico verde che si può ammirare, dove si muore di solitudine, di abbandono, di noia ; dove la fuga dei cervelli è la cifra più sconfortante tra le tante emergenze. Lo condurrei nelle case della città a vedere i rubinetti a secco, con la gente segregata dentro per fronteggiare la diossina che insidia la salute e l'incolumità pubblica. Non disdegnerei una capatina al lido Genoese Zerbi, l'antico fiore all'occhiello della Reggio da bere, vetrina di fascino e di attrazione turistica, ridotto a letamaio che nessuno vuole e cerca più.

Lo inviterei per una passeggiata sul corso Matteotti, per rivedere con Pascoli "le onde greche che vengono a cercare le latine", dove un capriccio, una trovata inconsulta ha trasformato uno scenario da fiaba in un girone dantesco, in una bolgia infernale. Infine, lo porterei a visitare i nostri cimiteri, luoghi di culto e di memoria, profanati dall'incuria, dalla sciatteria amministrativa.

Gli farei ascoltare il grido di dolore, composto ma risolutivo del parroco di Cataforio che punta il dito sull'emergenza sepoltura per mancanza di loculi. Avrei tante altre cose da mostrare e da dire. Dire, soprattutto, che per uno come me orgogliosamente di sinistra, ancorato ai valori del riformismo cattolico, l'autocritica per avere votato e sostenuto questa amministrazione, prima ancora che un nobile sentimento, resta una forma di rispetto per la propria e altrui dignità".

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