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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Il sequestro

Cocaina dentro la ruota di scorta dell'autovettura, tre donne in manette

Madre, figlia e amica di origini calabresi incastrate dal fiuto del labrador Ivan alla rada San Francesco di Messina, sequestrati tre panetti per circa 3 chilogrammi di stupefacente

Tre donne, di origine calabrese, sono state incastrate dal fiuto di “Ivan”: un labrador del nucleo cinofili di Nicolosi e sono state arrestate per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. In manette sono finite una cinquantenne, la figlia ventenne e un’amica di quest’ultima di 20 anni. cocaina messina 2.-2 

Gli arresti in flagranza di reato sono stati eseguiti, nella giornata di ieri, dai carabinieri della compagnia di Messina Sud (nella foto tutto il materiale sequestrato dai carabinieri).

Questi i fatti. Nel corso di servizi coordinati per il controllo del territorio, finalizzati, nello specifico al transito dei passaggi presso la rada San Francesco, i carabinieri della stazione di  Gazzi insieme ai colleghi del nucleo cinofili di Nicolosi, hanno fermato un’autovettura con alla guida la 50enne che, durante il controllo, mostrava un insolito nervosismo non fornendo plausibili ragioni circa i suoi spostamenti e di conseguenza veniva sottoposta a perquisizione personale e veicolare con l’ausilio del labrador “Ivan” che “segnalava” qualcosa di sospetto provenire dal bagagliaio.

L’esito delle attività di perquisizione permetteva di rinvenire, abilmente occultati all’interno del pneumatico della ruota di scorta riposta nel bagagliaio posteriore del veicolo, circa 3,6 chilogrammi di cocaina, suddivisa in tre panetti.

La droga, sottoposta a sequestro è stata inviata al policlinico “Martino” di Messina per le analisi di laboratorio che hanno accertato la purezza della sostanza stupefacente e, pertanto, le donne sono state arrestate in flagranza di reato, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Al termine delle formalità di rito, su disposizione dei giudici del locale tribunale, le donne sono state ristrette presso la casa circondariale di Messina Gazzi. “Il procedimento - spiegano i carabinieri di Messina - si trova nella fase delle indagini preliminari e per l’indagato vale il principio di non colpevolezza sino alla sentenza definitiva, ai sensi dell’articolo 27 della Costituzione”.

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