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Antonino Castorina

Antonino Castorina

Il "bottino elettorale" di Castorina e le "tecniche insondabili di manipolazione del voto"

Nelle carte dell'inchiesta che ha portato agli arresti domiciliari il consigliere comunale di maggioranza i magistrati ipotizzano il rischio "non esplorato" di “riequilibrare il numero delle tessere registrate, eliminando dall’una una tessera votata ad un candidato non di interesse”

digos-2Per rimpinguare il suo “bottino elettorale” Antonino Castorina: il consigliere comunale di maggioranza finito agli arresti domiciliari all’alba di ieri al termine dell’operazione della Digos (nella foto durante la conferenza stampa) che ha scoperchiato il vaso di Pandora dei brogli elettorali alle ultime elezioni comunali, per gli investigatori e gli inquirenti reggini aveva studiato tutto nei minimi particolari. Sia prima del voto, andando a raccogliere l’8,5% del totale delle richieste (3291 ndr) di sostituzione del certificato elettorale: quasi trecento tessere tutte ottenuto con una delega “impropria” e con l’identica motivazione, quella dello smarrimento, per lo più a carico di soggetti ultra ottantenni, centenari e in quattro casi accertati anche di persone decedute.

In costanza di votazione, poi, Antonino Castorina - secondo quanto si legge nelle carte dell’inchiesta - avrebbe costituito una “squadra di soggetti fidati in ogni sezione dove disponeva di pacchetti di certificati falsificati che simulassero espressione di voto”.

Una “squadra” dentro la quale, per il gip Stefania Rachele che ha firmato l’ordinanza di custodia richiesta dalla Procura della Repubblica reggina, ci sarebbe stato il presidente di seggio Carmelo Giustra, finito anch’egli agli arresti domiciliari.

E proprio sulla nomina dei presidenti di seggio, 41 quelli surrogati da Antonino Castorina su delega del sindaco Giuseppe Falcomatà (una della che non è stata trovato in originale dagli agenti della Digos reggina, per il pm Paolo Petrolo,  si sarebbe registrate “irregolarità macroscopiche”.

Sotto la lente d’ingrandimento degli uomini del questore Bruno Megale, per il momento, sono finite nove sezioni (dal rione Marconi, ad Archi, passando da Vito inferiore e Gallico) nelle quali avrebbero votato gli anziani reggini di chi Castorina avrebbe presentato i certificati elettorali, alcuni dei quali ottenuti nella serata del sabato precedente alla tornata elettorale del 20 e 21 settembre.

Cento ultraottantenni che sono stati sentiti dalla Digos e che hanno detto, naturalmente tranne i quattro deceduti, di non essere mai andati a votare e di non aver smarrito la propria tessere elettorale. Quello che emerso durante le indagini, poi, sarebbe una casistica riferibile alla corresponsione di un doppio voto. “E’ possibile ipotizzare - si legge nelle carte dell’inchiesta - che ad un’unica annotazione sul registro elettorale (anomala perché riferita ad un soggetto recatosi a votare ma con una tessere diversa rispetto a quella in suo possesso e oggetto di duplicato) sia corrisposto un doppio voto (ovvero l’inserimento in una di due schede elettorali, una vera ed una immessa sfruttando il duplicato della tessera)”.

Così come sono stati sentiti diversi dipendenti comunali che, in quei giorni, erano impegnati nelle operazioni elettorali. Il materiale raccolto, come specificato dagli investigatori, è voluminoso e, di certo, l’indagine proseguirà con ulteriori accertamenti.

Questo perché, come scrivono i magistrati nell’ordinanza, potrebbero emergere “tecniche non esplorate o insondabili di manipolazione del voto”, come ad esempio quella di “riequilibrare il numero delle tessere registrate, eliminando dall’una una tessera votata ad un candidato non di interesse”.

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