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Assenteismo e peculato, blitz contro vigili urbani e bibliotecari: in nove nella bufera | VIDEO

La Guardia di finanza chiude un'inchiesta sul personale del comune di Gioia Tauro, scattano tre provvedimenti di arresti domiciliari e sei divieti di dimora

 

Invece di svolgere il proprio ruolo di agenti della Polizia locale o di bibliotecar comunalii, durante l’orario di servizio, assolvevano a incombenze di natura personale, finendo per arrecare un danno alla collettiva di Gioia Tauro. Adesso sette agenti della municipale gioiese e due dipendenti del comune dovranno difendersi dall’accusa di assenteismo e peculato d’uso. 

Tutto è partito dalla denuncia presentata dal comandante della Polizia locale di Gioia Tauro. L’ordinanza di custodia è scattata all’esito di un’attività di indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Palmi, e condotta dai Finanzieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria.

Le Fiamme gialle nella mattina odierna, infatti, hanno dato esecuzione a nove provvedimenti cautelari, tre arresti domiciliari e sei divieti di dimora, emessi dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palmi su richiesta della Procura, nei confronti di V.S. di 60 anni, B.R. di 64 anni, P.G. di 52 anni, R.A. di 44 anni, P.T. di 55 anni, S.A. di 46 anni, T.M. di 67 anni, appartenenti alla Polizia Locale e S.S. di 54 anni, P.D. di 64 anni, dipendenti del Comune di Gioia Tauro con mansioni di bibliotecari.

Questi provvedimenti, costituiscono l’epilogo di una attività esperita da personale della sezione del Nucleo mobile delle Fiamme gialle della seconda compagnia Gioia Tauro, nell’arco temporale settembre – dicembre 2019, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Palmi, guidata dal Procuratore Ottavio Sferlazza, ed il coordinamento del Sostituto procuratore Davide Lucisano, che ha avuto origine da una denuncia presentata dall’allora comandante della Polizia Locale, che qualche mese dopo si è dimesso dall’incarico, in relazione a reiterate ipotesi di assenteismo da parte di alcuni suoi collaboratori.

In particolare è stato accertato che costoro, pur attestando regolarmente la loro presenza in servizio, sovente si assentavano dal posto di lavoro in maniera del tutto ingiustificata con uso improprio di autovetture di servizio con sistematicità, per dedicarsi alle più disparate esigenze di carattere personale e familiare, non garantendo servizi essenziali per la collettività, ivi compreso il Comandante pro-tempore anche egli destinatario di misura cautelare. In un episodio, veniva riscontrato, altresì, che una vigilessa, oltre a recarsi ingiustificatamente con l’auto del Corpo fuori dal territorio di competenza aveva portato con sé l’arma di servizio, in violazione dell’articolo 5 comma 5 della Legge numero 65/86. 

Analoghe condotte di assenteismo, sono state, infine, accertate nei confronti anche di due bibliotecari i quali, dopo aver attestato regolarmente la presenza in servizio, abbandonavano il posto di lavoro non consentendo la fruibilità della biblioteca alla collettività.  

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