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Amministrazione comunale, Laganà: "Perchè il sindaco Falcomatà non viene rimosso?"

Il presidente del circolo di FdI “Antonio e Ciccio Franco” fa il punto della situazione in città: "La popolazione ormai stanca, non è più disposta ad aspettare per vedere trionfare la giustizia e la legalità"

"Inizia ad essere veramente complicato spiegarsi il motivo del perché l’Amministrazione comunale di Reggio Calabria non venga sciolta per conclamata incapacità a svolgere il proprio ruolo nell’interesse dei cittadini che, nonostante tutto, continuano a pagare tasse esose senza avere il minimo servizio utile. Per dire la verità diventa ancora più difficile spiegarlo ai propri figli, soprattutto quelli che abitano in altre città, se non addirittura all’estero".

Lo affema Saverio Laganà, presidente del circolo di FdI “Antonio e Ciccio Franco” che aggiunge: "Secondo il Testo Unico degli Enti Locali, il sindaco può essere rimosso nel caso sia comprovata la sua incapacità a gestire un servizio come quello della raccolta dei ifiuti. E’ dell’altro ieri la performance
dell’assessore Brunetti che individua nel metodo di raccolta differenziata “porta a porta”, il fallimentare
servizio reso da questo comune ad una popolazione, i cui cittadini invece, venivano appellata con il gentile termine di “lordazzi” proprio dal sindaco, il quale presuntuosamente si era accanito con questo metodo senza mai dare ascolto ai rappresentanti politici dell’opposizione che dal primo giorno di raccolta, si erano espressi negativamente, motivandolo con documenti, foto e video".

E ancora continua Laganà, "se si pensa poi, che stiamo parlando di un sindaco e di una giunta dove, tanti sono gli indagati ed i rinviati a giudizio, per gravi fatti inerenti la loro mission all’interno dell’Amministrazione, il quadro si complica e si comprende ancora meno. Purtroppo i noti “fatti del Miramare” e soprattutto l’inchiesta “Helios” attendono giustizia, ma nel frattempo un ‘Amministrazione inadeguata ha la possibilità di compiere il suo percorso demolitore su una città ormai esausta e e quasi senza speranza.

La ciliegina sulla torta, è stata apposta con un’altra inchiesta della magistratura sul nuovo consiglio comunale, dove non si sa ancora con certezza chi sono stati i responsabili, ma dove è stato accertato che hanno votato alcuni morti e tanti soggetti impossibilitati a recarsi alle urne. Inoltre, non si sa quante volte hanno votato i rappresentanti di lista e non si sa neanche quante persone, pur non essendosi recati con certezza alle urne, abbiano di fatto votato secondo i registri. Infine, sembra sia emersa la parentela di un consigliere comunale con l’omicida di un giudice".

Secondo il presidente del circolo reggino "due sono le riflessioni indotte da questa vicenda: una è che nel 2012 è stato sciolto per contiguità mafiosa un comune dove non era arrivato neanche un avviso di garanzia; la seconda è che l’Amministrazione attuale è composta da sindaco, assessori e consiglieri arrestati, indagati, rinviati a giudizio e, dove, persino l’intero Consiglio comunale, è probabilmente illegittimo, se i brogli saranno accertati. La popolazione ormai stanca, non è più disposta ad aspettare per vedere trionfare la giustizia e la legalità, in questa Terra che ormai sembra essere di “nessuno”".

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