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La giornata del 25 novembre / Centro

Le ragazze e i ragazzi dicono basta al femminicidio

Stamattina il flash mob del Comune per ricordare le donne vittime di violenza con la partecipazione di alcune scuole cittadine

Luci arancioni a illuminare la facciata di palazzo San Giorgio e la proiezione di 102 nomi, quelli delle donne uccise nel corso del solo anno 2022 per mano di un uomo. L'amministrazione comunale celebra così, lungo tutto il week end, la giornata internazionale per l'eliminazione della violenza di genere. Alla data di oggi qualche nome manca, è un contatore che si aggiorna senza riuscire a fermarlo. 

"Il video l'abbiamo realizzato in questi giorni perché non riuscivamo mai  a finirlo, ogni giorno arrivava la notizia di un nuovo femminicidio", ha commentato stamattina in piazza Italia Paola Carbone, consigliera di parità cittadina. Nella stessa sede si è svolto il flashmob con la partecipazione di ragazze e ragazzi di alcune scuole della città, che hanno emozionato i presenti con i loro messaggi contro la violenza.

L'iniziativa si è aperta con un lungo nastro rosso, dietro il quale, all'ingresso del Palazzo, erano schierati, insieme e compatti, il sindaco facente funzioni Paolo Brunetti, il sindaco metropolitano facente funzioni Carmelo Versace, il presidente del consiglio comunale Enzo Marra, l'assessora con delega alle politiche di genere Angela Martin, l'assessora all'istruzione Lucia Anita Nucera e gli altri componenti della giunta, oltre che i consiglieri comunali con in testa Teresa Pensabene, presidente della commissione pari opportunità e infaticabile coordinatrice degli ospiti esterni dell'evento. "Il rosso - ha detto Brunetti - è diventato il colore di questa giornata perché è associato al sangue delle vittime, ma per noi oggi è anche quello della passione che le donne mettono in tutto quello che fanno". 

Cartelli contro la violenza

Martino ha spiegato che "il problema della violenza sulle donne è evidentemente socio educativo, poiché persiste nonostante il rigido regime sanzionatorio vigente. Per questo abbiamo deciso di coinvolgere le associazioni e le scuole, ritrovandoci tutti insieme davanti a Palazzo San Giorgio, nel cuore pulsante delle istituzioni cittadine". L'assessora ha ricordato che a dicembre saranno avviati i lavori per realizzazione della Casa delle donne comunale, il primo rifugio pubblico per le donne che devono lasciare le loro case per salvarsi da familiari violenti. Pensabene ha aggiunto: "L'educazione è l’unica arma che abbiamo per dare vita ad una rivoluzione culturale che possa prevenire questa escalation. La grande partecipazione di studenti ed associazioni dimostra come la tematica sia particolarmente sentita in una società che ha un disperato bisogno di pace ed armonia". 

Gli studenti del Bolani

Davanti a una fila di scarpe rosse, gli studenti hanno dato il loro contributo a una nuova narrazione dei rapporti tra uomo e donna, basata sul rispetto e la valorizzazione delle diversità. I ragazzi della scuola media Bolani hanno presentato una performance di ginnastica artistica con un nastro rosso, concludendo l'intervento con una dedica a tutte le donne: "Grazie a te che permetti la vita". Gli allievi del liceo Tommaso Gullì hanno poi letto brani da pelle d'oca, tratti dal libro "It ends with us" di Colleen Hoover, dove il racconto crudo e dettagliato della violenza subita dalla protagonista conduce alla consapevolezza che il male finisce quando noi stesse lo decidiamo dicendo basta. "Gridare è la migliore soluzione contro il silenzio", si legge nel cartellone disegnato da mano da una studentessa e i segni di rosso sulle guance e ragazzi e ragazze stamattina sono stati un invito a non tacere, denunciare e tendere la mano a chi non può ribellarsi, prestare la propria voce. Le ragazze della società Ginnastica Gebbione, danzando vestite di bianco, hanno ricordato tutte le vittime, anche quelle rimaste senza nome, raccogliendo per loro quelle scarpe rosse simbolicamente testimoni del sangue versato.  

Flash mob del Comune

"Ricordiamo di agire sempre con amore per non fermare le donne e il loro cuore", recita la poesia di un'allieva. Bello che a dirlo questa mattina siano stati, uniti, adulti e ragazzi, i cittadini più giovani e i loro amministratori. Due generazioni anagraficamente lontane ma con lo stesso obiettivo, vivere in un mondo libero dalla violenza. "Grazie di essere qui, sono certa che con il lavoro che state facendo nelle scuole su questo tema drammatico renderete questa società migliore e contribuirete a migliorare anche la vostra città", ha concluso Paola Carbone. 

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