Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca Centro

Reggio sostiene la causa di Zaki: striscione e incontro in Commissione pari opportunità

"Sappiamo quello che Patrick sta subendo - dichiara Lucia Anita Nucera presidente della Commissione - è una battaglia per salvare la sua vita e per difendere i diritti umani"

Lo striscione a Palazzo San Giorgio

È trascorso un anno da quando Patrick Zaki attivista dei diritti umani, impegnato nei temi di uguaglianza di genere e per i diritti delle donne e delle minoranze è stato imprigionato. La Commissione comunale pari opportunità, pace, diritti umani, relazioni internazionali e immigrazione ha audito Lorenzo Logoteta, responsabile regionale Amnesty International al fine di attenzionare la triste vicenda che ha coinvolto Patrick, ma anche per unirsi all'appello per la sua liberazione.

Patrick Zaky riunione-2"Sappiamo quello che Patrick sta subendo - dichiara Lucia Anita Nucera, presidente della Commissione - è una battaglia per salvare la sua vita e per difendere i diritti umani. Viene accusato di propaganda contro l'Egitto e di alcuni post che avrebbe pubblicato in un profilo internet. La vicenda ha portato alla creazione di un movimento nazionale e internazionale per sensibilizzare l'opinione pubblica e chiedere la liberazione di Patrick. Una situazione poco chiara, che richiama alla mente quella che ha visto coinvolto Giulio Regeni.  Ringrazio tutti i consiglieri per la partecipazione, la sensibilità e il supporto". 

I fatti

Atterrato il 7 febbraio al Cairo per andare a trovare i genitori a Mansura, sua città natale, Patrick non è mai arrivato a casa. E nemmeno è potuto rientrare in Italia e riprendere gli studi. E' in carcere nella prigione di Tora, alla periferia del Cairo, ingiustamente detenuto. 

"Una situazione che perdura da oltre un anno - spiega Lorenzo Logoteta - in Egitto dal 2013 vige uno stato di emergenza generalizzata con un  sistema contradditorio e con  poco  rispetto dei diritti umani e limiti alla libertà.  Patrick è stato arrestato all'aeroporto de Il Cairo e dopo diverse ore di sparizione, c'è stata la convadila dell'arresto con  accuse molto deboli e senza nessuna prova.

Le condizioni in carcere sono precarie dal punto di vista igienico e non vengono effettuate visite mediche. Patrick ha potuto sentire la sua famiglia solo una volta ed è stato un momento commovente. Amnesty segue da un anno questa situazione e lo consideriamo un prigionero di coscienza. La nostra mobilitazione  e di altre associazioni è stata grande. Patrick è sottoposto ad una detenzione arbitraria e rischia 25 anni e continuamente viene rinviato a giudizio.

Non è accettabile. I diritti umani sono internazionali". Patrick collabora con la Ong egiziana Eipr, Egyptian Initiative for Personal Rights. A Bologna gli studenti internazionali sono la sua seconda famiglia. Vita da fuori sede, ricercatore aperto e curioso. "Portiamo avanti l'idea di conferire la cittadinanza onoraria a Zaki- evidenzia Enzo Marra presidente consiglio comunale -faccio i complimenti alla presidente per come sta portando avanti i lavori della Commissione con temi di grande sensibilità e rilevanza e  al responsabile Logoteta.

C'e' stata una lesione dei diritti umani che sono alla base di ogni società civica. È importante che si giunga al più presto ad una conclusione, perché le  condizioni in carcere di Patrick non sono delle migliori soffre di asma, dorme per terra, ha mal di schiena. Siamo stati contattati da Bologna e  sarà messo fuori dal portone di Palazzo San Giorgio un manifesto che raffigura Patrick avvolto in un filo spinato. È una vicenda su cui c'è massima attenzione della comunità nazionale e internazionale".

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