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Lunedì, 6 Febbraio 2023
La denuncia / S.Anna - Spirito Santo - Trabocchetto - Eremo - Condera

Al cimitero di Condera è ancora emergenza tumulazione

Don Paolo Ielo: "La chiesa è piena di bare e ho dovuto dare l'ultima benedizione fuori"

La piccola chiesetta del cimitero di Condera non ospita più le funzioni religiose. I banchi sono stati sposati per far posto, nuovamente, alle bare che adesso sono adagiate proprio sulle panche. Le due sale mortuarie del cimitero monumentale comunale, la A e la B, sono infatti piene e lì attendono le bare in attesa di tumulazione. C'è chi attende da inizio gennaio e chi da fine dicembre per essere tumulato e trovare così degna sepoltura.

Una nuova emergenza, dunque, per il cimitero che è scattata già a fine dicembre e che fa seguito a quanto accaduto un anno fa quando l'autorità giudiziaria aveva disposto il sequestro dell'area cimiteriale e non si potevano fare servizi di esumazione. 

Adesso, il problema sembra essere altro. "Questa volta sembra che non ci siano gli operai per potre fare le tumulazioni", - racconta con rammarico don Paolo Ielo, parroco di Sant'Elia e cappellano del cimitero di Condera. "Ci sono solo due operai della ditta incaricarta dal Comune per fare tumulazioni e stumulazioni e per questo lavorano solo due giorni a settimana al cimitero di Condera e gli altri giorni negli altri cimiteri del territorio comunale. Questo vuol dire che le bare da tumulare si accumulano visto anche che questo cimitero è quello più grande del territorio e ci sono più richieste".

"Solo qualche giorno fa - denuncia don Paolo - le bare nella chiesa erano una ventina e così sono stato costretto a dare l'ultima benedizione fuori dalla chiesa, lì davanti. Non è una situazione bella. Spero che si risolva il prima possibile".

Tumulazioni ferme e bare in attesa: le foto dal cimitero di Condera

La storia del cimitero 

Risale al 1783 la costruzione del monumentale cimitero comunale, quando ci fu in città il terribile terremoto e vi fu l'esigenza di seppelire i molti morti. Per questo fu edificato in un luogo che allora era lontano dall'abitato. I primi morti che lì ebbero sepoltura furono oltre duemila delle più numerose vittime che il sisma provocò, alle quali, successivamente, si aggiunsero quelle conseguenti al sisma del 1908, la maggior parte delle quali sono custodite in un grande sacrario.

Ulteriormente ingrandito nel corso degli anni, la parte antica copre un'area complessiva di circa 78.000 metri quadrati e conserva monumenti di pregevole fattura, posti sulle tombe e nelle cappelle di stile liberty, gotico e neoclassico di importanti famiglie reggine. Negli anni '90 del secolo scorso si è costruita la nuova area cimiteriale, sul lato opposto della via Reggio Campi, separata dal vecchio camposanto, dall'aspetto moderno e con ingresso autonomo.

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