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Lunedì, 24 Giugno 2024
Cronaca

"Legalità ci piace", i dati di Confcommercio su illegalità e abusivismo

L'incontro si è tenuto nella sala Calipari della Questura. Presentato il report sulla contraffazione e l'abusivismo che alimentano il sommerso e distruggono l'economia cittadina

Per una volta le percentuali ottenute dalla nostra città sono in linea rispetto a quelle registrate per tutto il Sud e di poco superiori al dato nazionale. Peccato che la percentuale del 32% guadagnato da Reggio fa riferimento all’acquisto di prodotti e servizi illegali.

A dirlo sono i dati che Confcommercio ha presentato, questo pomeriggio nella sala Calipari della Questura, in occasione della Giornata per la legalità e sicurezza. Giunta alla settima edizione, “Legalità, ci piace” mira a denunciare e sensibilizzare i cittadini sulle conseguenze dei fenomeni criminali per l’economia reale e per le imprese.

I fenomeni di illegalità come la contraffazione, l’abusivismo, la pirateria, le estorsioni alterano la concorrenza e comportano la perdita di fiducia degli operatori e la diminuzione di investimenti. Insomma, chi acquista o vende materiali o prodotti contraffatti, entra a far parte di un concatenarsi di avvenimenti che influiscono non solo  sull’economia cittadina, ma anche sulla salute e sul futuro della città. Questi fenomeni, infatti, hanno un pesante impatto sul sistema economico- sociale, fanno chiudere le imprese e perdere posti di lavoro e, come sottolineato dal questore Maurizio Vallone “alimentano la criminalità organizzata”.

La Questura, spiega Vallone: “E' molto attenta a questo particolare settore. Sul territorio reggino grazie al focus ‘ndrangheta sono migliaia i capi sequestrati, molti i negozi multati e i materiali controllati. Facciamo sentire ai commercianti che siamo loro vicini e li sosteniamo attraverso progetti ad hoc”.

Ciò che emerge è che si basa tutto sulla domanda e l’offerta, fino a quando ci sarà una domanda, l’offerta non cesserà. Ma quali sono i motivi che spingono ad acquistare materiale contraffatto?

Secondo i dati di Confcommercio, che fanno riferimento a questi ultimi sei mesi dell’anno, le ragioni dell’acquisto, a Reggio è legato alla mancanza di denaro sufficiente per circa il 70% degli intervistati, per il 69% , invece, c’è la possibilità di fare un buon affare.

Il profilo del consumatore tipo per la città reggina è in prevalenza donna, il 52%, ed ha un’età compresa tra i 18 e i 34 anni. Questo tipo di attività, incide notevolmente sull’economia locale, quasi 30 mila euro sottratte alle imprese.

A dirlo è il vice presidente di Confcommercio Carmelo Nucera che sottolinea come, “questo settore è fortemente alimentato dalla criminalità organizzata. Il problema principe rimane sempre quello di tipo culturale perché, chi acquista illegalmente è consapevole di ciò che fa, ma lo acquista comunque”.

“Noi  - prosegue Nucera - da anni cerchiamo di combattere questo tipo di indirizzo. Ci facciamo la guerra tra poveri e per questo cerchiamo di contrastare il più possibile il fenomeno coinvolgendo le aziende e i commercianti, ma soprattutto, dobbiamo le persone”.

Confcommercio da anni denuncia l’impatto che la contraffazione e l’abusivismo commerciale hanno sulle imprese in termini di perdita di fatturato e di costi. Per questo è favorevole ad un inasprimento dell’impianto sanzionatorio, anche per l’utilizzo illecito del web.

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