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Mercoledì, 10 Agosto 2022
Cronaca Centro

Confcommercio, si è dimesso il presidente Giovanni Santoro

"Oggi alzo le braccia ma non in segno di resa ma esclusivamente per solitudine. Non possiedo tessere di partito, non indosso grembiulini. Sono un uomo solo ma libero"

La notizia ha lasciato basita la città. Giovanni Santoro, presidente di Confcmmercio, ha rassegnato le sue dimissioni. Le motivazioni le ha affidate a una lettera e tra le sue parole, che riportiamo integralmente, si scorge l'amarezza di un uomo perbene che è stato lasciato solo in questi anni e che guarda con preoccupazione alla sua cità: 

"Iscritto dal 1990 e convinto sostenitore dell’associazionismo soprattutto nel settore del commercio, ho operato a tutti i livelli e da 7 anni ricopro la carica di presidente. Sono arrivato in un momento drammatico per la città e per la mia associazione, mi sono accollato un carrozzone che tutti davano già con le carte in tribunale e con debiti a 7 cifre, totalmente screditato sia dal punto di vista istituzionale che sindacale, In questi anni durissimi ho lavorato incessantemente con poche persone al fianco ma con grande voglia di mandare un messaggio positivo da questa nostra terra martoriata. Pian piano tanti si sono avvicinati e finalmente siamo potuti entrare in stanze che prima ci erano sbarrate. Ho affrontato tante battaglie con amministrazioni, politica, burocrazia e soprattutto contro abusivismo e illegalità, questi ultimi, come è noto, di pertinenza esclusiva della ‘ndrangheta e delle sue cosche. Ho subito offese, minacce e aggressioni sia verbali che fisiche. Ho lottato con unghie e con denti trascurando il mio lavoro, la mia famiglia, la mia vita sociale per il bene e la crescita della Confcommercio". 

"Lo scorso anno ho presentato, - continua Santoro - dopo decenni, un bilancio senza debiti, riconosciuto da tutte le gerarchie nazionali e portato ad esempio per la buona gestione della finanza pubblica. E da quel momento, con un crescendo rossiniano, si sono concentrati sulla mia persona attacchi da parte di chi ho sempre cercato di tenere lontano dall’organizzazione. Oggi alzo le braccia ma non in segno di resa ma esclusivamente per solitudine. Non possiedo tessere di partito, non indosso grembiulini, non sono neanche iscritto ad un semplice club service. Sono un uomo solo ma libero, e a questa mia libertà conquistata con tante rinunce personali non intendo derogare per interessi di strana e opaca natura. Ringrazio i miei figli per la pazienza avuta e chiedo loro perdono per le ore sottratte per la mia seconda famiglia, la Confcommercio. Vado via sereno per il lavoro svolto ma veramente preoccupato per questa nostra città".

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