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Cronaca

Il presidente di Fondazione Con il Sud Stefano Consiglio in visita al Consorzio Macramè

Una tappa che rientra nel viaggio che il neo presidente sta compiendo per conoscere le principali esperienze sociali sostenute dalla Fondazione nelle cinque regioni del Mezzogiorno

È stata una giornata intensa quella che ha visto la visita del presidente di Fondazione Con il Sud, Stefano Consiglio, a Reggio Calabria, insieme al Consorzio Macramè.

Una tappa che rientra nel viaggio che sta compiendo per conoscere le principali esperienze sociali sostenute dalla Fondazione nelle cinque regioni del Mezzogiorno, a pochi mesi dal suo insediamento dopo la fine del mandato di Carlo Borgomeo alla guida della presidenza.

Il Consorzio Macramè ha accolto con piacere Stefano Consiglio, con una delegazione composta dalla struttura consortile e guidata dal presidente Gianni Pensabene, mostrandogli alcune delle più significative progettualità che in questi anni, grazie a Fondazione Con il Sud, sono state messe in campo.

La visita ha consentito di far conoscere al presidente Consiglio anche l’ampia rete sociale di Macramè, a partire dalle proprie cooperative socie, anch’esse a loro volta destinatarie del sostegno di Fondazione Con il Sud.

La giornata è iniziata con una visita alla cooperativa sociale Rose Blu di Villa San Giovanni che, da 20 anni, gestisce servizi per persone con disabilità, con una prima tappa al centro diurno di Piale che ospita dodici persone adulte disabili, quotidianamente impegnate in attività laboratoriali e ricreative.

Una sfida nella direzione dell’autonomia che troverà prosieguo nel progetto per un Dopo di noi che nascerà in un bene confiscato, sempre a Villa San Giovanni, concesso alla Rose Blu dalla Città metropolitana di Reggio Calabria. Molti gli interventi che ricadono sull’immobile che catalizzeranno il sostegno sia di Fondazione Con il Sud, Fondazione Peppino Vismara e Fondazione Carical sia della parte pubblica, soprattutto a valere sui fondi Pnrr. La visita è stata accompagnata dalla sindaca di Villa, Giusy Caminiti, e dalla vice con delega alla legalità e ai beni confiscati Ada Pavone.

La delegazione di Macramè ha poi condotto il presidente Consiglio al Parco Ecolandia di Arghillà, realtà nata intorno alla metà degli anni ’90, in risposta al Programma Urban dell’Unione Europea, ormai consolidata nella sua gestione da un consorzio di imprese locali - del quale Macramè è socio - che lo ha trasformato in un polo di attrazione e spazio educativo per l’uso di tecnologie ambientali innovative.

Stefano Consiglio ha visitato il Forte Gullì, guidato dallo staff tecnico del Parco, per poi dirigersi in un altro punto fondamentale del quartiere Arghillà: il Centro Ace di medicina solidale, dove ha incontrato Lino Caserta, medici e volontari del centro. È proprio con Ace, infatti, che Macramè ha ormai consolidato una partnership per sperimentare, in maniera sistemica, un nuovo modello di welfare che trova la sua cornice nella mutualità, nella prossimità e nello sviluppo di comunità.

Questi tre temi chiave sono stati al centro dell’ultima tappa del presidente Stefano Consiglio al bene confiscato di via Possidonea, 53 intorno al quale si sviluppa il progetto Impronte a Sud – Welfare Lab, sostenuto da Fondazione Con il Sud e Fondazione Peppino Vismara. Il presidente ha incontrato i componenti del consiglio d’amministrazione del Consorzio Macramè, insieme alla struttura tecnica e i rappresentanti di molte altre organizzazioni socie di Macramè (Don Milani, Demetra, SoleInsieme, Terre Grecaniche, Della Terra Contadinanza Necessaria, Res Omnia, Centro Giovanile don Italo Calabrò, Rom1995, Cisme, Cereso e San Benedetto Abate).

È stata l’occasione anche per presentare il rinnovato modello organizzativo di Macramè e gli importanti cambiamenti posti in essere dall’attuale consiglio d’amministrazione. Impronte a Sud si configura, infatti, come una delle progettualità più importanti per Macramè, non soltanto nell’ottica di restituzione alla collettività di un bene confiscato interamente recuperato e di crescente protagonismo della comunità, ma anche nell’attivazione di sistemi mutualistici che sorreggano un rinnovato welfare e che fanno leva nel consolidamento di reti tra soggetti differenti, imprese sociali, mondo profit eticamente orientato e, naturalmente, istituzioni pubbliche.

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