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Cronaca

Coronavirus, accertamenti in corso su un dipendente dell'istituto "De Blasi"

Il caso è stato segnalato dal direttore della struttura sanitaria, quattordici dipendenti in quarantena in attesa dell'esito del secondo tampone, per Lamberti unica soluzione è "isolamento sociale prolungato"

Arriva il secondo caso di coronavirus a Reggio Calabria. La conferma non proviene dal Grande ospedale metropolitano ma da un'altra struttura sanitaria, quella privata gestita da Eduardo Lamberti-Castronuovo. Si tratterebbe, infatti, di un dipendente dell’istituto “De Blasi” che si occupava delle pulizie nella struttura.

La conferma dell'istituto "De BLasi"

lamberti_small-2Il direttore dell'Istituto Clinico reggino “De Blasi” ha confermato il caso. "Si tratta di un nostro giovane dipendente che da più di dieci giorni non viene a lavoro. Lo abbiamo saputo questa mattina. L'uomo è risultato positivo al test anche se deve essere confermato in serata attraverso il secondo tampone. Per correttezza però intendiamo diffondere sin da subito la notizia. E' importante comunicare come ben dodici dipendenti si sono già messi in quarantena volontaria”.

Quattordici dipendenti in quarantena

Il giovane dipendente sta al momento bene, anche la Tac al torace ha dato esito negativo, e non presenta sintomi particolari. Per sicurezza l’istituto “De Blasi” ha scelto di mettere in quarantena altri 14 dipendenti, fra i quali non ci sarebbero medici e biologi, che hanno avuto contatti con l’addetto alle pulizie finito in ospedale. Anche a loro verranno effettuati i tamponi di controllo.

Isolamento sociale unica soluzione

“L’unica soluzione possibile in questo momento - ha detto Eduardo Lamberti Castranuovo - è l’isolamento sociale, anzi ritengo bisogni allungare a tre settimane il periodo di quarantena”.

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