L'impegno del Banco alimentare, Bognoni: "Richieste aumentate del 30% per il Covid-19"

Il responsabile dell’attività reggina ha spiegato ai microfoni di ReggioToday come si raggiungono le famiglie maggiormente colpite dalla pandemia del Coronavirus: "Disponibilità da parte di singole persone pronte a darci una mano"

I volontari del Banco alimentare

Un lavoro continuo, duraturo e di fondamentale importanza. Il Banco alimentare è impegnato senza sosta a rispondere presente alle necessità del territorio reggino. La sua attività, già prima dell’emergenza, risultava non indifferente per soddisfare le richieste dei più bisognosi. Con lo scoppio della pandemia e il notevole aumento di famiglie in difficoltà, l’attività gestita dal responsabile Giuseppe Bognoni è stata evidentemente intensificata.

Tra spesa sospesa, raccolte fondi e quant’altro, al Banco alimentare arrivano e vengono raccolte risorse che gli stessi volontari smistano e consegnano in città e su tutto il territorio locale. ReggioToday ha raggiunto Bognoni per comprendere nel dettaglio come si lavora giornalmente con l’obiettivo di non far mancare generi di prima necessità ai bisognosi.

Che tipo di attività viene effettuata quotidianamente?

Banco alimentare 1-2"Noi recuperiamo i prodotti alimentari e li mettiamo a disposizione di strutture caritative quali mense e centri di accoglienza, centri diurni, conferenza di San Vincenzo, centri ascolto Caritas e altri. Il Banco svolge un’attività sussidiaria, recupera alimenti ancora buoni e li mette a disposizione delle realtà assistenziali. Da 30 anni è presente in quasi tutte le regioni d’Italia e dal 2002 anche a Reggio. In Calabria abbiamo cinque sedi. Aiutiamo mensilmente 160 strutture e quasi 44 mila persone censite. 

In questo periodo di emergenza da Covid-19 ci siamo attivati anche per fare delle consegne noi direttamente alle famiglie dove non era possibile arrivare con altre realtà. La cosa che, però, mi preoccupa di più negli ultimi tempi, non solo durante la pandemia, è la povertà alimentare dei bambini, salita a quota 17 mila.

Banco alimentare 3-2-2Ci arrivano messaggi dalle persone che aiutiamo e ci ringraziano per aver ricevuto il pacco. Una famiglia ci ha detto che i loro bambini si sono messi a piangere quando hanno visto le uova di Pasqua. Poi un altro fatto che mi ha colpito è di una coppia, in cui il marito non trova da alcuni anni un lavoro stabile e la moglie faceva pulizie quando capitava e si ritrovano senza possibilità di reddito. Entrambi ci hanno ringraziato, ma ci arrivano davvero tanti messaggi in questo periodo.”

Quante sono le richieste e i volontari impegnati giornalmente?

"Dobbiamo ringraziare la disponibilità di molti volontari che sono arrivati dal nostro appello. Qualcuno ha messo a disposizione il proprio furgone per ritirare dai supermercati. Ci sono 15-20 volontari che ogni giorno fanno la selezione di prodotti da portare alle famiglie. Abbiamo stimato che c’è un aumento del 30% di richieste d’aiuto perché, al di là delle categorie e fasce fragili già presenti prima del Coronavirus, adesso l’emergenza ha colpito soprattutto chi aveva un lavoro saltuario in nero ad esempio. Ci sono anche delle persone che da un mese hanno attività commerciali chiuse e si sono rivolte a noi.”

Come stanno procedendo le donazioni verso il Banco alimentare?

Banco alimentare 2-2"Ci stanno aiutato molto. Con la raccolta fondi Ulyssess stiamo comprando prodotti e anche con la spesa solidale si è incrementata la disponibilità. Più tutto quello che il Banco già riesce a recuperare. Ci hanno aiutato molto soprattutto per la possibilità di offrire vari prodotti non deperibili per una migliore gestione. Una raccolta fondi è stata fatta dalle squadre di Lega Pro calabresi e ci sono arrivate un’altra serie di donazioni. Ne cito solo alcune: Unicef 300 colombe, 100 uova di Pasqua dalla Farmacia Pellicanò, Apar dei dolci e tante altre ancora. La cosa bella è che c’è stata disponibilità da parte di singole persone pronte a darci una mano."

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