Emergenza coronavirus, i blocchi a Villa San Giovanni diventano un caso nazionale

La governatrice della Calabria, in diretta televisiva, ha chiesto a Conte decisioni immediate, l'apertura all'accoglienza "vigilata" del sindaco di Messina De Luca potrebbe sbloccare la vicenda, il premier Conte lascia alle regioni la possibilità di adottare misure più stringenti

I blocchi a Villa San GIovanni

“Al Governo chiedo decisioni chiare e contingenti. I provvedimenti si prendono subito e non si aspettano quattro giorni”. La governatrice Jole Santelli ha le idee chiare e, intervenendo in diretta a “Pomeriggio cinque”, non le manda a dire al Presidente del consiglio dei ministri, Giuseppe Conte. 

Villa e Messina sullo sfondo

Sullo sfondo ci sono le due sponde dello Stretto di Messina, ci sono i sindaci di Villa San Giovanni, Maria Grazia Richichi e quello di Messina, Cateno De Luca. In mezzo, schiacciati da una burocrazia emergenziale, ci sono ottanta famiglie che, per due giorni, sono rimaste bloccate all’interno del piazzale Anas di Villa San Giovanni e impossibilità ad imbarcarsi sui traghetti per la Sicilia e fare rientro a casa.

La decisione di De Luca

“Gente - ha detto Cateno De Luca, ricordando l’episodio del viaggio verso la Sicilia dell’ormai famosa Renault 4 - che è partita da un’altra regione con una situazione giuridica e si è trovata a Villa San Giovanni con un’altra situazione giuridica. Tutto per colpa di una situazione generata dalla chiara incapacità dell’apparato burocratico nazionale e con i quali mostriamo i muscoli, mentre con i francesi sulla R4 sono riusciti a scendere sino ad Acitrezza”. Per queste famiglie fra Scilla e Cariddi si è creato un ponte mediatico, un ponte sul quale è salito il primo cittadino di Messina per aprire le porte ai propri corregionali, per dirsi pronto ad accoglierle con i dovuti controlli e la garanzia di una quarantena controllata da parte dei sindaci dei comuni di appartenenza. 

L'affondo di Falcomatà

Apertura inattesa

Un’apertura inattesa che, se la Prefettura di Reggio Calabria e la Regione Sicilia non dovessero opporsi, potrebbe levare d’impaccio anche il sindaco facente funzioni di Villa San Giovanni che, per due giorni, ha cercato la mediazione con le istituzioni ed ha offerto tutto il conforto possibile a interi nuclei familiari, con bambini anche in fascia neonatale, che non avevano nemmeno un bagno per lavarsi o espletare i bisogni più intimi e ha dovuto controllare momenti di tensione. Famiglie che non sono di origini calabresi che sono in Calabria, come rimarcato dalla presidente della giunta regionale, “per le quali - ha specificato la governatrice calabrese - noi siamo solo un territorio di transito”.

L'affondo della Santelli

Per la Santelli, in questa vicenda specifica, il problema è legato al fatto che “non si sono fatti i controlli a monte, anche se loro hanno sbagliato a partire, hanno sbagliato perché rischiano di mandare in fumo i tanti sacrifici che i calabresi stanno facendo per evitare la diffusione del coronavirus”.

Musuneci: albergo per chi è rimasto a Villa San Giovanni

"Lo Stato ha creato questo assembramento e lo Stato deve risolvere il problema. Abbiamo suggerito di requisire una struttura ricettiva in provincia di Reggio Calabria dove ospitare almeno le famiglie con persone fragili. Per i cittadini ospitati in albergo residenti in Sicilia si fa carico la Regione Siciliana degli oneri, al resto pensi lo Stato". Lo ha detto il governatore della Regione Siciliana, Nello Musumeci, nel corso di una diretta Facebook, in merito alle circa duecento persone rimaste ferme sul piazzale degli imbarcaderi di Villa San Giovanni e che erano diretti in Sicilia. "Abbiamo il dovere di mettere questa gente in quarantena obbligatoria perchè non sappiamo quale sia la loro reale condizione di salute", ha aggiunto Musumeci, che ha rivelato di avere suggerito la soluzione in una lettera inviata al ministro dell'Interno Luciana Lamorgese.

La conferenza di Conte

A pochi minuti dall’intervento in diretta televisiva della governatrice Santelli, ha “risposto” indirettamente il premier Conte durante una conferenza stampa  da Palazzo Chigi. Il presidente del consiglio dei ministri ha annunciato un nuovo decreto che si occuperà di mettere ordine fra i numerosi decreti emergenziali emanati in questi giorni. 

Il confronto con il Parlamento

Fra le altre cose, Giuseppe Conte ha messo in evidenza il fatto che il premier relazionerà al Parlamento ogni quindici giorni, che il governo lascerà alle regioni la possibilità di adottare misure anche più severe ma sempre con il coordinamento della presidenza del consiglio.

Sanzioni salate per chi trasgredisce

Il premier Conte, poi, ha annunciato un inasprimento delle sanzioni a carico di chi verrà sorpreso a a trasgredire le limitazioni imposte con i decreti legge anti covid-19 che potrà patire una multa da 400 a 3000 euro.

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Smentita ipotesi blocchi sino a luglio

Il presidente del consiglio dei ministri, infine, ha smentito la possibilità che le restrizioni siano state prorogate sino a luglio. “Questo non è vero - ha detto - noi anzi speriamo che la situazioni migliori e, quindi, potremmo essere in grado di allentare le maglie delle restrizioni che abbiamo adottato sino ad oggi”. Giuseppe Conte, infine, ha escluso l'uso dell'esercito per i controlli sulle regioni meridionali.

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