Insultano la Calabria sui social, lo sfogo di una lettrice: "Niente da invidiare a nessuno"

Alice Caccamo, commentando un post su Facebook denigratorio sulla nostra regione, ha sottolineato come noi "ce l'abbiamo sempre fatta da soli"

Una panoramica di Reggio Calabria

Serve unità, rispetto per il prossimo e voglia di aiutare con le proprie semplici azioni così da uscire il prima possibile dall'emergenza Coronavirus. Una guerra a tutti gli effetti da affrontare in ospedale, a casa e soprattutto a livello mentale. Intelligenza e senso di responsabilità giocano un ruolo fondamentale per arginare la diffusione del Covid-19. 

Di insulti la Calabria e i calabresi ne hanno registrati molti nel corso negli anni ma, appare ancora più assurdo come in un momento storico così delicato si continui a denigrare una parte d'Italia che non merita, come nessun'altra, certe parole o pensieri offensivi. È il caso di una nostra lettrice reggina, Alice Caccamo, che nel commentare un post su Facebook abbastanza irrispettoso (in foto), ha deciso di rispondere apertamente con una significativa riflessione.

post facebook - insulto calabria-2

"Pensavo, ingenuamente - scrive la ragazza - che le persone, almeno in un momento simile, potessero smettere di fare battute squallide come queste. Invece no, chi è marcio dentro continua ad esserlo anche quando tutto intorno a lui va a rotoli, anche quando chi parla vive in una delle regioni, in questo caso il Veneto, che per prime si sono trovate a gambe all'aria e che hanno chiesto aiuto e guarda caso a rispondere sono stati proprio quelli che loro considerano barbari e incivili. 

Non importa come ne usciremo, voi che vi sentite superiori dall'alto delle vostre teste di c***o - commenta ancora Alice - continuerete sempre a farlo, continuate a fare pure le vostre battute e la vostra ironia da far vomitare. Non sono battute che siamo più disposti a tollerare, non più. Fatele su altri, fatele su chi è disposto a riderci sopra condividendo la vostra stessa stupidità. 

La Calabria è terra di persone - sottolinea con forza - che non hanno mai avuto paura di sporcarsi le mani con la terra, lavoratori seri, al di là di quello che possono dire le persone come Barbara Palombelli in diretta nazionale. Siamo quelli sottovalutati da sempre e da tutti, ma che si tengono strette le proprie tradizioni, il proprio dialetto, i propri sapori, e le proprie bellezze e ne vanno fieri!"

Un messaggio di grande importanza e valenza sociale, arricchito da un altro passaggio interessante: "Noi - continua - non abbiamo niente da invidiare a nessuno, ce l'abbiamo sempre fatta da soli, anche perché se aspettassimo che qualcuno ci tenda una mano per uscire dalla 'barbarie' che dipingete voi!! Siete vergognosi. In un momento del genere in cui tutti quelli che hanno un minimo di sensibilità spendono delle belle parole su quella che è la nostra Nazione, di tutti noi in cui si parla di Italia unita e insieme ce la faremo, c'è ancora chi da vero ingrato butta fango su di noi!

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Io non ci sto più, sono schifata e segnalo. Prego chiunque - conclude Alice Caccamo - stia leggendo e si trovi d'accordo di fare lo stesso. Meritiamo lo stesso rispetto di altri, forse di più, perché almeno noi sappiamo cosa siano l'umiltà e la gratitudine."

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