menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Il premier Conte

Il premier Conte

Nuovo Dpcm Natale, spostamenti tra regioni vietati e coprifuoco alle 22: a rischio il cenone

In attesa del decreto del 3 dicembre: il tampone per vedere i parenti e la necessità di spostarsi 7 giorni prima di Natale. Si valutano deroghe per studenti e anziani soli. L'idea del test prima del cenone. Ecco le novità all'orizzonte

I tempi stringono, le festività natalizie stanno per bussare alla porta dei reggini e con l'attesa cresce sempre più il desiderio di sapere cosa si potrà o cosa non si potrà proprio fare in questo strano e insolito Natale ai tempi del Covid.

Il nuovo Dpcm del 3 dicembre, per il contenimento della diffusione del virus, sancirà il divieto di spostarsi fuori dalla propria regione una settimana prima di Natale 2020 (orientativamente il 18, il 19 o il 20) e quindi chi vuole passare le festività con i parenti dovrà, sempre che sia possibile in base alla suddivisione dell'Italia in zone rosse, arancioni e gialle, muoversi prima dell'entrata in vigore delle regole del decreto ministeriale. Mentre il viceministro Sileri dice che i pranzi di Natale potrebbero "far rischiare una strage". E anche il Comitato tecnico scientifico chiede prudenza.

Il nuovo Dpcm del 3 dicembre 

Il divieto di spostamenti tra regioni infatti sarà valido anche per quelle in area gialla. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte vuole firmare il provvedimento entro la mezzanotte del 2 dicembre: il Dpcm conterrà le regole per le prime due settimane di dicembre e quelle per le successive due, che probabilmente verranno prorogate fino a dopo l'Epifania, quando scadrà il divieto di spostamento in vigore dal 18 o dal 19. Mercoledì 2 dicembre, il ministro della Salute Roberto Speranza illustrerà il provvedimento alle Camere e quindi ci si aspetta che gli ultimi nodi vengano sciolti tra oggi, quando è in programma un incontro con le Regioni e i Comuni, e domani durante l'ultimo colloquio con i capigruppo di maggioranza. I punti in discussione sono ancora molti: 

  • spostamenti: sarà sempre consentito, come è attualmente, ritornare nella propria residenza o nel proprio domicilio ma per quanto riguarda le seconde case forse sarà possibile spostarsi soltanto prima del blocco di metà dicembre;
  • deroghe per nonni, genitori e figli: il Corriere della Sera scrive che il governo deciderà se concedere deroghe "che saranno comunque limitate al massimo"; potrebbe essere previsto il ritorno nella casa di famiglia per trascorrere le feste con i genitori anziani. Se così sarà la deroga potrebbe essere utilizzata da un parente soltanto; si valuta anche la possibilità di concedere la deroga agli studenti che hanno spostato residenza o domicilio fuori dalla propria città; il ricongiungimento familiare dovrebbe essere concesso anche ai partner conviventi; 
  • il coprifuoco sarà fissato alle 22 con la chiusura dei locali alle 18, limiti che il governo sembra deciso a mantenere per tutte le festività. I nodi  si intrecciano con gli orari dei negozi, destinati invece ad allungarsi fino a due o tre ore da mezzanotte; 
  • il divieto di spostamento potrebbe entrare in vigore il 19, il 21 o anche il 16 (meno probabile), per consentire a un certo numero di persone di tornare a casa o dai parenti stretti per le feste prima della chiusura delle frontiere interne;

Le messe e le funzioni religiose

Per quanto riguarda le messe, le funzioni religiose saranno celebrate il 24 e il 25 dicembre durante tutta la giornata (ultima messa alle 21 o alle 22).

Alberghi e gli impianti da sci

A quanto pare il governo ha deciso di non introdurre regole particolare per gli alberghi e quindi si potrà andare in tutti gli hotel della regione di residenza: questo, tecnicamente, consentirà di aggirare in qualche modo il divieto di cenare fuori a Natale e Capodanno se queste attività hanno sale ristoranti, delle quali il precedente Dpcm non vietava l'utilizzo. Gli impianti da sci resteranno chiusi, ma l'agenzia di stampa Ansa riferisce di una proposta di mediazione arrivata al governo dagli assessori delle regioni alpine.

Il tampone per vedere i parenti e il cenone di Natale

Per il cenone di Natale nel Dpcm in arrivo non verranno date indicazioni sul numero dei commensali ma, semmai, forti raccomandazioni: non più di 6-7 a tavola e tutti parenti stretti e eventuali conviventi. Con la raccomandazione, nel caso, di sottoporre a test del tampone quei parenti che non si frequentano da tempo. Intanto, racconta l'agenzia Ansa, nei laboratori della Capitale iniziano ad arrivare le prime richieste di chi, per proteggere i propri cari, vuole sottoporsi al test nei giorni precedenti alle feste. "Sono già circa trecento le persone che hanno prenotato un tampone a ridosso del Natale nei nostri centri - spiega Mariastella Giorlandino, amministratrice delle reti Artemisia Lab che effettuano i test in otto strutture diffuse nel Lazio - noi stiamo prenotando però con l'indicazione di ricontattarci qualche giorno prima per valutare le singole situazioni e stabilire i tempi e la modalità più opportune". 

Come abbiamo spiegato, però, un unico esito negativo di un test del tampone non dà garanzie assolute. E infatti oggi il Corriere conferma che il risultato del test del tampone è semplicemente la fotografia di un istante: "Posso essere negativo al test rapido, ma infettarmi nelle ore successive prima di incontrare la famiglia; oppure risultare negativo, ma essere appena stato contagiato: risulterei positivo se ripetessi il tampone solo qualche ora dopo.

Sarebbe meglio, quindi, fare l’esame a ridosso dell’occasione festiva (con tutti i problemi logistici del caso), o se vi sia il sospetto di essere stati contagiati. Non subito però (il secondo problema): in molti casi i test rapidi non sono abbastanza sensibili da rilevare la presenza del virus in quantità scarse, cosa che accade agli esordi dell’infezione, quando le persone sono più contagiose. Da un presunto contatto arischio, sarebbe opportuno attendere almeno 48 ore prima del test". Nessuno quindi può permettersi di rinunciare a distanziamento, mascherine e lavaggio delle mani, anche se in possesso di un tampone negativo. 

Il viceministro alla salute Pierpaolo Sileri in un'intervista a La Stampa afferma che "resterà la raccomandazione ad avere un numero ristretto di invitati: direi 6, anche se non è un numero magico. E che non siano 6 invitati diversi ad ogni pasto. Anche il coprifuoco, poi, deve restare alle 22".

Gli spostamenti per visita ad affetto stabile (i fidanzati)

Secondo Repubblica il governo ha valutato le deroghe per consentire visite agli anziani non conviventi come i nonni ma adesso va verso la raccomandazione a limitarsi ai soli nuclei conviventi per il cenone e tutte le altre occasioni di incontro delle festività. Da capire se l’unica deroga sarà quella di poter incontrare gli anziani soli, ma anche su questo punto l’orientamento delle ultime ore sembra contario. 

 Il Messaggero invece spiega che a sostenere la linea della prudenza  sono anche i tecnici del Comitato tecnico scientifico (Cts) Silvio Brusaferro, Franco Locatelli e Agostino Miozzo. Durante l’ultima riunione hanno fatto presente a Conte & C. che "è indispensabile un approccio molto rigoroso, perché è vero che la curva dell’epidemia si sta appiattendo e la pressione sugli ospedali sta calando,ma i positivi sono ancora troppi e la diffusione del virus è tutt’ora imponente". Perciò "gli spostamenti tra Regioni sarebbero un forte fattore di rischio, potrebbe avvenire un travaso di contagi tra varie zone del Paese come è accaduto ad agosto". 

Infine, Il Fatto Quotidiano pubblica la lettera di una donna che ha il fidanzato fuori regione che ha una richiesta per Conte: "C’è una miriade di famiglie, sorelle, fratelli e fidanzati divisi da questo dpcm che per l’ennesima volta non ha inserito un’autocertificazione con la voce “spostamento per visita ad affetto stabile”.

Questo è quello che chiediamo. Una sensibilità maggiore per un argomento così delicato. Continuiamo a lavorare, a produrre, a trascorrere giornate lavorative come se nulla fosse, per poi tornare a casa con la consapevolezza e l’amarezza nel cuore di non sapere se e quando potremmo rivedere il nostro caro. Siamo soli, spesso, in città non nostre, lontani dalle famiglie di origine o da un fidanzato. Prima di questa pandemia, le storie d’amore e d’affetto proseguivano diversamente".

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Nasce la "Fede Reggina", gioiello ispirato al lungomare Falcomatà

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

ReggioToday è in caricamento