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Roberto Speranza

Roberto Speranza

L'ordinanza anti Covid di Speranza, la Calabria resta in zona arancione: le restrizioni

Il provvedimento, che verrà firmato nelle prossime ore dal ministro della salute, entrerà in vigore da domenica 17 gennaio

La Calabria resta in zona arancione. La decisione è del ministro della Salute Roberto Speranza sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia che nelle prossime ore firmerà una nuova ordinanza che entrerà in vigore a partire da domenica 17 gennaio. Passano in zona rossa la provincia autonoma di Bolzano e le Regioni Lombardia e Sicilia. Insieme alla nostra regione, passano in zona arancione: Abruzzo, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria e Valle D’Aosta e restano nella stessa area: Emilia-Romagna e Veneto.

Secondo le stime dell’Istituto Superiore di Sanità, ad oggi l’indice in Calabria si attesta a 0.96, ponendo così l’intero territorio in un’area di rischio alto.

Ricapitolando, ecco un piccolo riepilogo delle regole in vigore per la zona arancione:

  • non si potrà uscire dal proprio comune se non per ragioni di lavoro, salute, estrema necessità e urgenza; 
  • il coprifuoco sarà in vigore dalle 22 alle 5; 
  • ci si potrà spostare fino a 30 chilometri dal comune se si risiede in un centro con meno di 5mila abitanti, ma non verso i capoluoghi;
  • si potrà raggiungere la seconda casa anche fuori dal proprio comune, purché non si trovi in un'altra regione;
  • si potranno praticare sport non di contatto come il tennis; 
  • si potrà fare visita a parenti e amici, ma solo due persone (oltre ai minori di 14 anni) e non più di una volta al giorno.
  • Negozi, bar e ristoranti: rimarranno aperti tutti i negozi, i parrucchieri e gli estetisti. Mentre bar e ristoranti saranno chiusi tutto il giorno al pubblico, possibili solo le consegne a domicilio.

Coronavirus arancione zona-2

Per circolare è necessario, in caso di controlli delle forze dell'ordine, avere con sé il modulo di autocertificazione, quel documento introdotto con l'inizio dei lockdown per la pandemia da coronavirus. A chi è sprovvisto del modulo ne viene fornito uno da compilare per giustificare - con dichiarazioni vere - il motivo dello spostamento. I cittadini devono infatti ricordarsi, come specifica il sito del Viminale, che "l'autodichiarazione è in possesso degli operatori di polizia e può essere compilata al momento del controllo".

Il firmatario deve dichiarare che il proprio spostamento è determinato da: esigenze di lavoro;  motivi di salute;  altri motivi ammessi dalle vigenti normative ovvero dai predetti decreti, ordinanze e altri provvedimenti che definiscono le misure di prevenzione della diffusione del contagio.

Sarà inoltre necessario indicare nel modulo di autocertificazione: il proprio abituale domicilio, un contatto telefonico valido, di non essere sottoposti alla misura della quarantena ovvero di non essere risultato positivo al covid-19 (fatti salvi gli spostamenti disposti dalle autorità sanitarie), di essere "consapevole delle conseguenze penali previste in caso di dichiarazioni mendaci a pubblico ufficiale" regolate dall'articolo 495 del Codice di procedura penale. Chi non è in regola rischia una multa da 400 a 1000 euro, come previsto dal decreto.

Le misure del decreto legge del 13 gennaio

Il Consiglio dei ministri ha approvato, nella seduta del 13 gennaio, il decreto legge con le ulteriori disposizioni urgenti per il contenimento della pandemia prorogando al 30 aprile 2021 lo stato di emergenza. Queste le principali novità del decreto-legge:

Spostamenti tra Regioni

Il decreto conferma, fino al 15 febbraio 2021, il divieto già in vigore di ogni spostamento tra Regioni o Province autonome diverse, con l’eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione.

Spostamenti verso altre abitazioni

Dal 16 gennaio 2021 e fino al 5 marzo 2021 è consentito, una sola volta al giorno, spostarsi verso un’altra abitazione privata abitata, tra le 5.00 e le ore 22.00, a un massimo di due persone ulteriori a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione.

La persona o le due persone che si spostano potranno comunque portare con sé i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali le stesse persone esercitino la potestà genitoriale) e le persone disabili o non autosufficienti che con loro convivono. Tale spostamento può avvenire all’interno della stessa Regione, in area gialla, e all’interno dello stesso Comune, in area arancione e in area rossa, fatto salvo quanto previsto per gli spostamenti dai Comuni fino a 5.000 abitanti.

Qualora la mobilità sia limitata all’ambito territoriale comunale, sono comunque consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia.

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