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Cronaca

Covid, i sindacati sollecitano la Regione a riconoscere indennità al personale sanitario

Ad oggi affermano i segretari Baldari, Fp Cgil, Giordano, Cisl Fp e Bartoletti, Uil Fpl Calabria, non è arrivato nessun riscontro alla richiesta inoltrata dalle organizzazioni sindacali

Le segreterie regionali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl Calabria hanno inviato un sollecito alla governatrice della Calabria, Jole Santelli, al direttore generale del Dipartimento regionale tutela salute, Antonio Belcastro e al commissario ad acta per il Piano di rientro dal debito sanitario, Saverio Cotticelli, per ribadire la richiesta alla Regione di riconoscere al personale sanitario del Comparto e dell’area medica impegnato nell’emergenza
da Covid-19 le misure di sostegno economico introdotte dall’art. 1 del Decreto Legge n. 18 del 17.3.2020 (Decreto Cura Italia), che ne ha stanziato le relative somme distinte per Regione e di valutare la possibilità di assicurare ulteriori premialità da finanziare con le risorse aggiuntive regionali.

"Ad oggi, purtroppo, - scrivono Alessandra Baldari, Luciana Giordano ed Elio Bartoletti - nessun riscontro è stato dato alla nota in questione nonostante la richiesta sia stata reiterata in sede di videoconferenza e nonostante le assicurazioni ricevute sia in quell’occasione sia nelle successive interlocuzioni telefoniche avute con il commissario ad acta.

Si ritiene superfluo rammentare che lo stesso Governo nazionale ha ritenuto giusto ristorare e premiare l’abnegazione e lo smisurato senso del dovere dimostrato da tutti gli operatori del Servizio sanitario impiegati nello sforzo comune di fronteggiare la pandemia, stanziando a tale scopo delle specifiche risorse finanziarie. Ed è altrettanto inutile ribadire che lo stesso personale ha operato senza avere la disponibilità dei dispositivi di protezione individuali ne, almeno nelle prime fasi dell’emergenza, la garanzia di un’adeguata organizzazione di tutti i percorsi e Centri Covid, strumenti indispensabili per operare in sicurezza". 

Nonostante questo, continuano le segreterie "anche e soprattutto in Calabria, i professionisti della sanità hanno dimostrato grandi capacità e grande senso del dovere, concorrendo a contenere ed evitare il dilagare del contagio. Hanno sopportato e continuano a sopportare orari di lavoro dilatati, turni senza soluzione di continuità, tutto determinato dall’esigenza di non sguarnire reparti dedicati ai pazienti affetti da Covid 19 da curare, senza terapia specifica, con difficoltà nei processi diagnostici, senza protocolli omogenei che da subito definissero percorsi separati dai Pronto soccorso alle degenze.

Tanti sono ancora i disagi sopportati dagli operatori sanitari calabresi e tante le disfunzioni e le esposizioni a rischio. E’ inutile e privo di significato continuare a ringraziarli pubblicamente e a definirli come i nuovi eroi da consegnare alla storia del nuovo millennio se poi non si hanno la sensibilità e la responsabilità di essere conseguenziali nei fatti".

Baldari, Giordano e Bartoletti si chidono "quanto vale la vita di un infermiere, di un operatore socio sanitario di un
medico per la Regione Calabria? E quella dei colleghi di lavoro e dei familiari che quotidianamente rischiano di essere infettati a loro volta? Certamente non la tariffa prevista dall’art. 86, comma 6, lett. c) del CCNL del Comparto Sanità per remunerare l’indennità di malattie infettive, cioè 5 euro e 16 centesimi per ogni giorno di esposizione al rischio!

Molte sono le Regioni d’Italia che hanno già riconosciuto gli incrementi economici ai propri operatori sanitari e sono già pronte a procedere a ulteriori incrementi alla luce dei contenuti del Protocollo per l’individuazione e destinazione di specifiche risorse finalizzate a remunerare le particolari condizioni dei lavoratori impegnati nell’emergenza Covid-19 negli Enti e aziende del SSN sottoscritto il 29 aprile scorso fra la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome di Trento e Bolzano e le organizzazioni sindacali Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl.

Protocollo che sancisce l’esigenza di reperire ulteriori risorse a livello nazionale, regionale e territoriale per remunerare lo sforzo fatto dal personale sanitario, che ha sempre dimostrato grande professionalità, impegno, responsabilità, capacità di adattamento organizzativo, disponibilità e dedizione al lavoro.

Ancor più grave è il fatto che molto probabilmente la mancanza di risposta alla richiesta delle Federazioni calabresi del pubblico impiego di Cgil, Cisl e Uil non sia dettata da un’assenza di volontà politica ma dalla lentezza di una burocrazia che ha la capacità di imprigionare ogni buona intenzione nell’ormai ben conosciuto reticolo di ignavia e indifferenza che caratterizza il Dipartimento salute della Regione Calabria e la Struttura commissariale, laddove tutto finisce in un nulla di fatto".

Le segreterie regionali esortano la presidente della Regione Calabria e il commissario ad acta a dare un "concreto
segnale di autentica gratitudine verso gli operatori del SSR, che fino a oggi hanno dato prova di coraggio e professionalità nella gestione dell’emergenza, tanto da far assurgere la Calabria, una volta tanto, ai primi posti nella scala nazionale del più basso tasso di contagio da Coronavirus.

"Va sottoscritto con urgenza l’accordo con le organizzazioni sindacali per la distribuzione delle risorse già stanziate dal Governo nazionale e per riconoscere un’ulteriore indennità Covid da finanziare con risorse stanziate dalla Regione Calabria.

Basta con questi tempi morti e con gli indugi, si remunerino i lavoratori della sanità calabrese che hanno dato la possibilità alla cittadinanza e alle comunità locali di poter ripensare a una ripartenza senza troppe preoccupazioni e allarme sociale!".

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