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Test anti Covid con reagenti scaduti, sequestri e denunce in un centro di analisi cliniche

Operazione dei carabinieri del Nas su tutto il territorio nazionale. In città gli uomini per la tutela della salute hanno denunciato all'autorità giudiziaria il legale responsabile e un tecnico di laboratorio, peraltro non iscritto all'albo

Un centro di analisi cliniche di Reggio Calabria avrebbe eseguito test rapidi, per l'accertamento della positività al Covid, in assenza sia di autorizzazione che dei relativi requisiti funzionali, utilizzando inoltre reagenti chimici scaduti di validità.

E' quanto hanno scoperto i carabinieri del Nas che hanno sequestrato 17 reagenti irregolari il cui valore complessivo ammonta a mille euro. "Il legale responsabile e un tecnico di laboratorio, peraltro non iscritto al relativo albo, - spiegano i carabinieri per la tutela della salute - sono stati deferiti all'autorità giudiziaria".

L'operazione dei carabinieri per la tutela della salute rientra nell'ambito di una serie di controlli, svolti nel periodo dell'emergenza sanitaria su tutto il territorio nazionale, al fine di verificare la regolarità delle attività imprenditoriali di prelievo ed analisi diagnostica per la ricerca del virus.

I controlli nazionali

Le ispezioni, condotte su scala nazionale, hanno rilevato irregolarità presso 67 centri oggetto di controllo, pari a uno ogni 4. Sono state contestate 94 violazioni penali e amministrative, per un ammontare di 145mila euro di sanzioni pecuniarie. Di queste, il 60% delle violazioni rilevate dai Nas è attribuibile all'inosservanza di norme e comportamenti connessi con l'applicazione delle misure di contenimento epidemico.

Nel dettaglio, tra le irregolarità più frequenti è stato rilevato il mancato possesso autorizzativo circa lo svolgimento di attività di prelievi ematici e biologici (tamponi), svolti abusivamente e in ambienti non idonei (15% delle violazioni contestate). Per quanto riguarda l'omessa-ritardata comunicazione dei casi di positività emersi a seguito delle analisi cliniche sugli utenti, il dato è risultato pari al 14% rispetto alle sanzioni rilevate.

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