Ultimi siciliani bloccati a Villa finalmente imbarcati, Falcomatà: "Prevalso buon senso"

Gli automobilisti, rimasti fermi da giorni al piazzale Anas, sono partiti nella notte. Per il sindaco è giusto che le persone "svolgano la quarantena nei loro luoghi di destinazione"

Giuseppe Falcomatà a colloquio con l'assessore villese Pietro Caminiti

Il bollino con la parola fine sembra essere applicabile. La vicenda traghetti a Villa San Giovanni aveva preso una piega inaspettata quanto dannosa per la salute dei cittadini villesi al tempo del Coronavirus. Gli imbarcaderi, intasati da siciliani bloccati senza poter tornare sull'isola, hanno scombussolato la quotidianità di una città che già, come tutte, doveva fronteggiare il diffondersi del Covid-19.

Dopo aver fatto rientrare i primi 150 automobilisti tra cui donne e molti bambini, in nottata anche gli ultimi rimasti fermi sul piazzale Anas hanno potuto lasciare finalmente Villa e imbarcarsi per Messina. Ad annunciarlo è il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà, sceso nuovamente in campo per sistemare una situazione da lui stesso definita "paradossale, assurda, incredibile."

"Adesso, più che mai - spiega Falcomatà - serve l’organizzazione che fino adesso è mancata. E’ ora che ognuno si assuma le proprie responsabilità perché non è finita qui. Questa situazione incresciosa, infatti, non si sarebbe creata se le Regioni avessero dialogato fra loro piuttosto che far venir meno quella sinergia istituzionale che è sempre fondamentale. A conferma di quanto dico, c’è una testimonianza concreta: l’aver sollecitato l’intervento, risultato decisivo, dei ministri Lamorgese, Boccia, De Micheli e del presidente dell’Anci Decaro, la cui sortita è servita a sbloccare una vicenda che ha davvero dell’inaudito."

Un danno enorme che poteva sfociare in qualcosa di ancora più pericoloso. Scene a cui nessuno avrebbe voluto assistere come sottolineato dallo stesso primo cittadino reggino: "Oltre ad aver creato dei seri rischi per l’incolumità pubblica, a Villa San Giovanni è venuta meno l’umanità che dovrebbe riempire la coscienza di ogni cittadino, ma ancor prima di qualsiasi amministratore pubblico. Abbiamo assistito a donne, bambini, anziani costretti a dormire all’addiaccio, spesso raccolti in 200 metri così da creare quegli assembramenti pericolosi che diventano fonte di contagio. Per due giorni, in questi luoghi, i cittadini hanno vissuto uno smarrimento ed un abbandono che, ai giorni nostri, è inconcepibile."

Impossibile non spostare l'attenzione anche alla politica locale: "Lo stesso vale - spiega Falcomatà - per noi sindaci, l’ultimo anello di una catena complessa: siamo stati lasciati soli. Al Comune di Villa San Giovanni è stato riversato addosso un carico di difficoltà estremo, così come ai cittadini di Reggio Calabria è stata chiesta una dose di pazienza che, in casi come questi, va oltre ogni comprensibile sforzo e sacrificio.

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Per il bene delle comunità – conclude il sindaco – hanno prevalso il buon senso e l’applicazione corretta delle normative. E’ giusto che i cittadini siciliani bloccati sul continente paghino eventuali responsabilità secondo quanto prevede la norma, ma è altrettanto giusto che svolgano la quarantena nei loro luoghi di destinazione secondo quanto prevede la norma stessa."

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