Covid, torna la zona rossa e arancione dal 7 gennaio: la Calabria tra le regioni a rischio

Il ministro della Salute, Roberto Speranza annuncia il ritorno delle regioni a colori a partire dal 7 gennaio. Il monitoraggio dell'Iss dice che la nostra regione ha Rt puntuale maggiore di 1, compatibile quindi con uno scenario di tipo 2

"Dopo la Befana dovremo ripristinare il modello delle fasce di rischio e confermare le misure base delle zone gialle": il ministro della Salute Roberto Speranza in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera conferma che a partire dal 7 gennaio tornerà in vigore il sistema delle aree.

Possiamo quindi attendere entro la scadenza del decreto legge 172/2020 una serie di ordinanze da parte del ministero per ritornare alle limitazioni in vigore prima delle feste natalizie. Anche se Walter Ricciardi, consigliere del ministro, auspica la zona rossa per tutta Italia fino al 15 gennaio e la chiusura delle scuole, la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa dice che tutto il paese sarà in zona gialla.

La Calabria tra le regioni a rischio zona rossa o arancione a partire dal 7 gennaio

È lo stesso Speranza ad annunciare che resterà in vigore il coprifuoco, ristoranti e bar chiuderanno alle 18 e rimarrà la serrata di piscine, palestre, cinema, teatri, stadi. Ieri, in anticipo rispetto alle abitudini, è stata diffusa la bozza del report dell'Istituto Superiore di Sanità e del ministero in cui non ci sono buone notizie per le regioni.

Ovvero, secondo i dati in base ai quali si decide il regime delle zone gialle, arancioni e rosse:

  • l'epidemia in Italia si mantiene "grave ancora a causa di un impatto elevato sui servizi assistenziali";
  • nel periodo 8 - 21 dicembre 2020, l'indice di trasmissibilità Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,93 (range 0,89 - 1.02) in lieve aumento nelle ultime tre settimane; 
  • tre regioni/PPAA (Veneto, Liguria, Calabria) hanno un Rt puntuale maggiore di 1, compatibile quindi con uno scenario di tipo 2;
  • altre 3 (Basilicata, Lombardia e Puglia) lo superano nel valore medio;
  • altre tre lo sfiorano (Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Marche);

Lo scenario di tipo 2 evoca una "situazione di trasmissibilità sostenuta e diffusa ma gestibile dal sistema sanitario nel breve- medio periodo, con valori di Rt regionali sistematicamente e significativamente compresi tra Rt=1 e Rt=1,25 (ovvero con stime dell’Intervallo di confidenza al 95% - IC95% - di Rt comprese tra 1 e 1,25), nel caso in cui non si riesca a tenere completamente traccia dei nuovi focolai, inclusi quelli scolastici, ma si riesca comunque a limitare di molto il potenziale di trasmissione di SARS-CoV-2 con misure di contenimento/mitigazione ordinarie e straordinarie". 

E nella bozza della Cabina di Regia di ministero e Iss si dice che per quanto riguarda Veneto, Liguria e Calabria "questo desta particolare preoccupazione e pertanto si esorta a considerare di applicare le misure previste, per i livelli di rischio attribuiti, anche alla fine di queste festività come descritto nel documento ''Prevenzione e risposta a Covid-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale'' trasmesso con circolare del Ministero della Salute del 12/10/2020 Prot. 32732". E il Veneto, come ha riportato ieri, in prima pagina, Il Sole 24 Ore, non rischia solo l'arancione: potrebbe tornare direttamente in zona rossa (mentre l'arancione sarebbe riservato alla Calabria).

Le altre regioni a rischio 

"L'Rt è più basso di 1, ma è in leggera ricrescita rispetto alla settimana scorsa. Sono in decrescita le curve per occupazione dei posti letto, e questo è ovviamente positivo", ha affermato il presidente dell'Iss Silvio Brusaferro ieri durante la conferenza stampa di presentazione dei dati della Cabina di Regia.  "L'incidenza si mostra in calo, ma dobbiamo valutarla con cautela. Una vera valutazione solida dell'andamento durante queste festività la potremo avere solo a metà gennaio. Ad ogni modo, in nessuna regione si è raggiunta l'incidenza per poter passare da fase di mitigazione a contenimento", aggiunge.

Secondo Brusaferro cinque regioni hanno una probabilita superiore del 50% di superare la soglia critica di occupazione posti letto in area medica in 30 giorni e tre regioni per le terapie intensive: "La situazione è in miglioramento ma c'è una quota importante di regioni che comunque è ancora sopra soglia per il sovraccarico di aree mediche e c'è una regione che questa settimana non è riuscita a raggiungere la completezza del dato e quindi è collocata come a rischio elevato".

Poi Brusaferro ha fatto i nomi delle regioni con l'Rt sotto osservazione: "Liguria, Calabria e Veneto hanno superato Rt nel limite inferiore sotto 1 e questo segnala la probabilità che i casi aumentino. Altre come Puglia e Basilicata hanno Rt introno a 1 e altre vicino a 1. Questo dà un segnale di attenzione perchè sono nella fascia di Rt dove il numero di casi tende a non decrescere". 

Gli indicatori dell'Rt regione per regione: 

Abruzzo:0,65
Basilicata: 1.09
Calabria: 1.09
Campania:0.78
Emilia-Romagna: 0.98
Friuli-Venezia Giulia:0.96
Lazio:0.84
Liguria:1.07
Lombardia:1
Marche:0.99
Molise:0.89
Piemonte:0.71
PA Bolzano:0.76
PA Trento:0.71
Puglia:1
Sardegna:0.78 (non valutabile)
Sicilia:0.93
Toscana:0.79
Umbria 0.8
Valle d'Aosta:0.83
Veneto:1.07 

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