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Caos vaccini e sit-in silenzioso, Lamberti Castronuovo invoca una sanità a misura d'uomo |VIDEO

Centinaia di cittadini si sono ritrovati ieri pomeriggio in piazza del Popolo per rivendicare il diritto ad essere vaccinati in sedi adeguate e senza file estenuanti

 

La città, stremata ed esasperata dall'emergenza Covid e da una campagna vaccinale satura di disordine organizzativo, ieri pomeriggio si è data appuntamento in piazza del Popolo per chiedere a gran voce e "con un assordante silenzio", vaccini, unica arma per combattere la pandemia, e una sanità a misura d'uomo e dignitosa per tutti i cittadini reggini e calabresi.

La riuscita manifestazione, promossa da Eduardo Lamberti Castronuovo, direttore dell'istituto clinico De Blasi, ha rivendicato un piano di vaccinazione anti Covid pubblico, una scala di priorità che veda in testa gli anziani, i soggetti più esposti e via via tutti gli altri; l'allestimento di tanti punti vaccinali pubblici e privati accreditati su tutto il territorio e ancora un'organizzazione che eviti lunghe attese con appuntamenti precisi e un servizio di vaccinazione a domicilio per i malati e i diversamente abili.

"Quello che la piazza ha chiesto, oltre ai vaccini - rincara il dottor Lamberti - e che io ripeto, è che l'Asp di Reggio Calabria e il Grande ospedale metropolitano si mettano d'accordo, in connessione con l'Università che fornisca loro un semplicissimo software per fare in modo che tutta la popolazione ad horas, minuto per minuto, venga vaccinata, utilizzando strutture pubbliche e private idonee".

La parola sugli sviluppi della campagna vaccinale a Santo Giuffrida, direttore Asp

"Attualmente la situazione allo stato è drammatica. Non si possono fare vaccini - conclude il dottor Lamberti Castronuovo - a ultraottantenni dalla mattina alle 5 fino alla sera con tre ore di attesa, con file interminabili, all'aperto e addirittura con bagni igienici chimici. E' una vera follia - tuona ancora Lamberti - bisogna smetterla".  

Il sit-in silenzioso, apolitico e apartitico, ha chiesto inoltre che la Regione Calabria ponga a suo carico tutti gli esami diagnostici per il Covid su prescrizione del medico di famiglia. 
 

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