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Quando diremo addio al green pass: le date chiave per il ritorno alla normalità

Il 31 marzo scade lo stato di emergenza, superato questo argine le restrizioni verranno meno progressivamente. In un nuovo decreto il calendario con tutti i passaggi. Cosa ci aspetta

I contagi Covid sono in risalita in Italia, ma l'effetto dei vaccini si sta facendo sentire e così la strada per il ritorno alla vita pre pandemia non dovrebbe subire battute d'arresto. La meta è quella di un'estate "normale" alla quale arrivare - virus e nuove varianti permettendo - per gradi. Le restrizioni cadranno progressivamente, per alcune c'è già una data per altre si deve ancora decidere nel dettaglio. Proprio per questo c'è grande attesa per un nuovo decreto, che potrebbe vedere la luce in settimana, forse già mercoledì 16 marzo. Vediamo quali sono le decisioni già prese, con le date chiave, e quelle da prendere.

Il nuovo decreto

Il nuovo provvedimento dovrà contenere il calendario delle riaperture dal 31 marzo al 15 giugno, ma anche le nuove regole per il Green pass - base e super - da applicare già a partire dal primo aprile. Anche le regole per la scuola e le quarantene dovrebbero essere riviste. Su quest'ultimo aspetto, è possibile che venga approvato ancora un altro decreto.

Il 31 marzo 

Il 31 marzo finisce lo stato di emergenza. Le regioni non saranno più divise con il sistema a colori, verrà smantellata la struttura commissariale che cambia forma e diventa una "unità di missione" in raccordo col ministero della Salute (se non direttamente con Palazzo Chigi ndr). Viene meno anche il ricorso allo smart working generalizzato. Dopo il 31 marzo per potere continuare col lavoro agile sarà necessario un accordo ad hoc tra azienda e dipendente. 

"Io il 31 (marzo ndr) comunque voglio passare la mano perché ho un incarico importante come comandante del Comando operativo di vertice interforze e mi voglio dedicare a quello. Penso di aver fatto la mia parte, ho visto cose belle e cose meno belle ma basta così. Sono un tecnico e voglio rimanere un tecnico", ha detto il commissario straordinario all'emergenza Coronavirus, Francesco Paolo Figliuolo.

Dal 1° aprile

Dal 1° aprile sarà possibile mangiare o bere qualcosa all’aperto in bar e ristoranti senza dover esibire il super green pass. Nei locali al chiuso (idem spazi per concerti e strutture sportive) invece dovrebbe servire solo il certificato “base”. Dovrebbe bastare il green pass base anche per salire sui mezzi di trasporto pubblici.

Con l'inizio di aprile, stadi e palazzetti potranno accogliere più spettatori: allo stadio capienza del 100%, 75% per i palazzetti. Dal 1° aprile bus e metro, treni regionali e ad alta velocità torneranno a viaggiare a capienza piena anziché all'80% (Gli aerei già viaggiano col 100% dei posti occupati). A scuola invece niente più obbligo di indossare le mascherine Ffp2.

Dal 1° maggio

Con l'inizio di maggio nuovo allentamento. Se tutto continuerà nella giusta direzione, dal 1°maggio si dovrebbe dire addio al green pass base anche al chiuso in ristoranti, bar, cinema teatri e sale concerto. Non è chiaro che invece resterà l'obbligo di avere il certificato base per usufruire dei mezzi di trasporto, entrare in ospedale o rsa.

Dal primo maggio gli over 50 potrebbero tornare a lavoro anche se sprovvisti di super green pass. Basterà quello base. L’addio alle mascherine al chiuso resta ancora avvolto nel dubbio: non è chiaro che si dovra attendere la fine di maggio o se invece arriverà prima. 

L'obbligo vaccinale per over 50

Il 15 giugno, scade infine l’obbligo vaccinale per gli over 50. Niente obbligo e quindi niente multe.

Una corsa pericolosa?

Se tutti vogliamo la libertà. c'è chi invoca comunque prudenza. "Chiediamo cautela, non è finita la pandemia”. È il monito lanciato da Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), tramite Adnkronos. "Non si smantelli il Green pass dopo la fine dello stato di emergenza - dice -. Credo sia un diritto dei cittadini e vorrei che si mantenesse. La stragrande maggioranza degli italiani si sono vaccinati. Non capisco perché non si possa chiedere di poter stare insieme a chi si è vaccinato e non si possa preferire di trovarsi in un posto dove tutti sono vaccinati, sapendo che la possibilità di contagio è ridotta".

(Fonte Today.it)

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