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Mercoledì, 8 Febbraio 2023
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"Mascherine negli spazi affollati": l'Oms cambia anche i tempi di isolamento dei positivi al Covid

L'Oms aggiorna le linee guida anti Covid e con la nuova variante sembra di tornare indietro nel tempo: "Mascherine per chiunque si trovi in uno spazio affollato, chiuso o scarsamente ventilato"

Mentre la nuova variante Covid dagli Stati Uniti inizia a preoccupare l'Europa, in tanti in questi giorni si stanno trovano alle prese con i nuovi contagi da Sars Cov 2. Se le linee guida del governo per ora non prevedono nuove strette tuttavia si sta rialzando l'attenzione in tutto il mondo per via della nuova variante che sarebbe molto più contagiosa e in grado di provvocare maggiori contagi nonostante la protezione dei vaccini.

Oggi l'organizzazione mondiale della sanità ha aggiornato le sue linee guida per la gestione dei casi Covid. L'Oms consiglia ai governi e alle autorità sanitarie di adottare nuove misure che consentano ai paziente Covid di essere dimessi dall'isolamento in anticipo se risulta negativo a un test antigenico rapido, oppure, senza test 10 giorni di isolamento dalla data di insorgenza dei sintomi (in precedenza l'Oms prevedeva ulteriori tre giorni senza sintomi). Per coloro che risultano positivi al Covid ma non presentano alcun segno o sintomo, l'Oms suggerisce ora 5 giorni di isolamento in assenza di test negativo, rispetto ai 10 giorni precedenti.

  • isolamento 10 giorni da primi sintomi;
  • isolamento di 5 giorni per asintomatici.

Quanto alle mascherine che ora vengono rispolverate dall'Ecdc, l'Oms torna a consiglierle per colore che hanno avuto una recente esposizione a un paziente risultato poi positivo al Sars-Cov-2, e ovviamente quando qualcuno ha o sospetta di avere Covid. L'Oms torna a consigliere le mascherine ai fragili e ai pazienti ad alto rischio di Covid grave ma anche a chiunque si trovi in uno spazio affollato, chiuso o scarsamente ventilato.

Il Paxlovid unico antivirale davvero efficace

Infine l'Oms estende la sua forte raccomandazione per l'uso di nirmatrelvir-ritonavir, i principi attivi della pillola antivirale anti-Covid nota con il "nome commerciale Paxlovid". Nello specifico, l'agenzia ginevrina "raccomanda vivamente" l'utilizzo di Paxlovid "in pazienti con Covid-19 lieve o moderato ad alto rischio di ricovero". Quanto alle donne in gravidanza o allattamento con Covid non grave, "dovrebbero consultare il proprio medico per valutare se assumere il farmaco, considerando i 'probabili benefici' e l'assenza di eventi avversi segnalati".

L'Oms ha anche esaminato le evidenze disponibili su altri due medicinali, sotrovimab e casirivimab-imdevimab, e conferma le "forti raccomandazioni contrarie al loro impiego per il trattamento di Covid-19. Questi anticorpi monoclonali, infatti, mancano di attività o hanno un'attività ridotta contro le attuali varianti virali circolanti". 

(fonte Today.it)

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