Covid e sicurezza dei lavoratori, Senese: "E' un bene pubblico e va garantita ora più di prima"

Per il segretario generale della Feneal Uil Calabria "la pandemia ha messo in evidenza i gravi ritardi del mondo del lavoro nell’applicazione delle misure di sicurezza minime per garantire la salute dei lavoratori"

"La seconda ondata del Covid-19 ricrea la necessità di aiutare lavoratori ed imprese ad attuare i protocolli sulla sicurezza del lavoro, partendo dal presupposto che non può esserci dignità del lavoro senza sicurezza. La sicurezza è un bene pubblico e, come tale va garantita ora più di prima".

A parlare è Maria Elena Senese, segretario generale della Feneal Uil Calabria. Questa pandemia da Coronavirus ha messo in evidenza i gravi ritardi del mondo del lavoro nell’applicazione delle misure di sicurezza minime per garantire la salute delle lavoratrici e dei lavoratori.

Per Maria Elena Senese: "In Italia, in Calabria, si muore di lavoro perché mancano i controlli. I protocolli, come quello sottoscritto dal comparto edile, ci sono ma spesso non vengono rispettati o sono male interpretati".
"In questo contesto, quindi, diventa fondamentale - prosegue il segretario generale  - il ruolo dei rappresentanti per la sicurezza dei lavoratori e dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriali del nostro sistema bilaterale edile, visto che il protocollo riguarda tutti coloro che entrano in cantiere, come i subappaltatori, fornitori, lavoratori autonomi e professionisti. Per tutte queste figure vi sono obblighi stringenti che è necessario far rispettare integralmente".

Secondo Maria Elena Senese: "Servono strumenti territoriali in grado di vigilare, collaborare, implementare e adattare i protocolli nazionali mettendo la salute dei lavoratori e di tutti coloro che operano in cantiere, sempre al primo posto. Senza questi sistemi c è solo il far west dei diritti, che rischia inevitabilmente di sommergere i lavoratori più deboli, di svantaggiare la stragrande maggioranza delle imprese che investono sulla sicurezza, innescando una concorrenza sleale".

La varietà delle figure che possono frequentare un cantiere, per la Feneal Uil Calabria, "dimostra come sia necessario da una parte implementare il numero degli ispettori del lavoro, mettendo in atto una massiccia campagna di reclutamento, e dall’altra potenziare, attraverso la formazione costante dei nostri Enti bilaterali, le figure specializzate nella sicurezza sui luoghi di lavoro".

Quindi, per Maria Elena Senese: "Lo sforzo che bisogna compiere soprattutto in Calabria dove le imprese spesso sono di piccole dimensioni, deve andare verso la creazione di strumenti territoriali che, adattando le norme nazionali, mettano al primo piano il lavoro e la sicurezza sul lavoro".

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