Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca

Vaccini anti Covid somministrati ad "altri", Palazzo Campanella vuole vederci chiaro

La commissione anti 'ndrangheta, guidata da Antonio De Caprio, chiama il commissario Longo e il dirigente vicario del dipartimento salute, Brancati a spiegare come è stata gestita la campagna vaccinale e perché molte dosi del siero siano state iniettate a soggetti non rientrati nelle categorie protette o prioritarie

Il centro vaccinale di Palazzo Campanella

On._Antonio_De_Caprio_Forza_Italia-2Il caso delle vaccini iniettati ad “altri” soggetti rispetto a quelli aventi precedenza assoluta in questa fase di campagna vaccinale entra a Palazzo Campanella. Di quanto sta accadendo in Calabria e, soprattutto, dei casi di “distrazioni vaccinali” denunciati nel giorni scorsi se ne occuperà la Commissione consiliare contro il fenomeno della 'ndrangheta, della corruzione e dell'illegalità diffusa, guidata dal consigliere regionale di Forza Italia, Antonio De Caprio (nella foto). La preoccupazione è che dietro alla citazione "altro" si possano nascondere i cosiddetti "furbetti" del vaccino anti Covid-19.

A rispondere alle domande dei componenti della commissione consiliare saranno chiamati: il Prefetto Guido Longo, Commissario ad acta per l’attuazione del piano di rientro del debito sanitario della Regione Calabria; Giacomino Brancati, Dirigente vicario del dipartimento Tutela della salute, servizi sociali e socio sanitari e Fortunato Varone, delegato del soggetto attuatore per l’emergenza “Covid”.

La riunione si terrà martedì prossimo, subito dopo la pausa pasquale, avrà come oggetto della discussione: Audizioni sulle metodologie utilizzate per la somministrazione di dosi di siero ad “altre” categorie e vedrà la partecipazione del presidente del Consiglio regionale, Giovanni Arruzzolo e del presidente della commissione consiliare sui temi sanitari, Sinibaldo Esposito.

Il caso, nei giorni scorsi, era stato lanciato da un organo di stampa regionale e ripreso da Graziano Di Natale, segretario-questore dell’assemblea regionale e consigliere regionale di “Io resto in Calabria”. “Ho appreso dal consueto report, consultabile sul sito del Governo Italiano - ha detto Di Natale - che nei dati inerenti la nostra regione ci sono più di sessanta seimila fiale inoculate sotto la voce altro senza specificare nessuna categoria, tantomeno soggetti fragili. Ritengo questo un fatto gravissimo sul quale pretendo immediatamente chiarezza da parte della giunta regionale”.

In Calabria, secondo il report di Gimbe, 70.053 dosi (26,07%) sono state destinate a persone che non sono over 80, né operatori sanitari o sociosanitari, né personale non sanitario od ospiti di strutture residenziali o che appartengono alle forze armate o al personale scolastico. Secondo il monitoraggio di Gimbe, è alta la percentuale di dosi di vaccino somministrate alla categoria “Altro” nella fascia di età 16-69, che è pari al 18,3% contro una media nazionale dell’8,7%. Le dosi somministrate in questa categoria e nella stessa fascia di età sono 47.264. La composizione e consistenza della categoria “altro” varia molto da regione a regione, quindi è difficile dare una definizione omogenea.

Ma quella di martedì prossimo sarà una giornata di apprendimento dedicata da Palazzo Campanella ai temi della sanità e della vaccinazione. La terza commissione consiliare, quella guidata da Sinibaldo Esposito, proverà ad approfondire i temi: Piano delle vaccinazioni: livello di attuazione e previsioni di applicazione, con Guido Longo, Giacomino Brancati e Fortunato Varone; stato di attuazione del piano straordinario per l'assunzione del personale medico, sanitario e socio-sanitario (con il prefetto Longo e il dirigente vicario del dipartimento salute, Giacomino Brancati) e, sempre con Longo e Brancati, lo stato di attuazione degli interventi di edilizia sanitaria sul territorio regionale previsti dall'accordo quadro tra Commissario ad acta per il rientro del disavanzo del servizio sanitario in Calabria e Invitalia S.p.A, sottoscritto in data 15 aprile 2020.

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