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Giuseppe Scopelliti

Giuseppe Scopelliti

Fallimento della Multiservizi, disposta l'archiviazione per l'ex sindaco Scopelliti

Il gip Giovanna Sergi, accogliendo la richiesta dei pubblici ministeri, ha disposto non doversi procedere anche contro altri otto imputati, la gara per il socio privato sarebbe stata antecedente alla sua elezione a sindaco

Per il fallimento della Multiservizi il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Reggio Calabria, Giovanna Sergi, ha disposto l’archiviazione da tutti i reati per l’ex Sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Scopelliti e i componenti del consiglio di amministrazione di Multiservizi, Edoardo Africa, Andrea Michele Viola, Maria Vincenzina Nardo e Paolo Vazzana, accogliendo la richiesta dei Pubblici ministeri, Gerardo Dominijanni e Andrea Sodani.

Rispetto all’ipotesi di reato formulata a carico di Scopelliti, i Pm nella richiesta di archiviazione poi accolta dal giudice illustravano due considerazioni: in primo luogo è “emerso come il bilanciamento dei poteri nella gestione di Multiservizi s.p.a. (e, in particolare, l’attribuzione al socio di minoranza del compito di designare l’amministratore delegato) fosse già delineato negli atti allegati alla procedura di gara per l’individuazione del socio privato della costituenda Multiservizi s.p.a. e, pertanto, in epoca antecedente alla nomina di Scopelliti alla carica di sindaco di Reggio Calabria, avvenuta in data 20.6.2002”. Emerge quindi che il sindaco Scopelliti “si limitò a dare attuazione ad un assetto gestorio già delineato nelle precedenti delibere dell’amministrazione comunale sulla base di studi demandati alla società di servizi per i comuni Ancitel s.p.a.”.

Successivamente si evidenzia “l’impossibilità di configurare un nesso di casualità penalmente rilevante tra la condotta ascritta a Scopelliti e le successive condotte distrattive poste in essere dagli amministratori di Multiservizi s.p.a. e di G.S.T. s.r.l. in conseguenza della convenzione per l’esternalizzazione delle prestazioni accessorie stipulata in data 1.10.2007”. “La scelta di attribuire la nomina dell’amministratore delegato al socio privato di minoranza risponde alla necessità che l’organo di amministrazione sia individuato tra soggetti dotati di professionalità manageriali proprie di imprese commerciali o industriali e persegue l’obiettivo di improntare il sistema di amministrazione pubblico al modello privato al fine di apportare un miglioramento sul piano dell’efficienza della gestione di impresa e del profitto” e non implica che “facciano seguito condotte di natura distrattiva delle risorse pubbliche”.

E’ stata archiviata anche la posizione dei professionisti: Lidia Barbaro, Francesco Giuffrè, Francesco Rogolino e Alessandro Pellegrino, su cui “gli ulteriori approfondimenti investigativi compiuti, unitamente alla documentazione prodotta dalle difese in sede di riesame della misura cautelare, hanno evidenziato come i medesimi abbiano svolto, almeno in parte, le attività loro affidate con i contratti di prestazione d’opera stiipulati nel periodo 2008-2012. Tale accertamento, unitamente al fatto che le somme complessivamente precepite dai medesimi sono di ammontare contenuto e non manifestatamente sproporzionato rispetto alla natura dell’attività richiesta, impedisce di sostenere proficuamente in giudizio la tesi della natura distrattiva dei pagamenti effettuati“.

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